Storia di Numenor: un’introduzione – I parte

Dopo aver aperto questo blog mi sono reso conto che volevo evitare che trasmettesse solo cognizioni approfondite sulla Seconda Era; in altre parole, mi preme far sì che i temi qui trattati possano interessare anche quelli che hanno dell’universo tolkieniano solo una conoscenza parziale, magari dovuta alla visione delle trilogie cinematografiche del Signore degli Anelli o dell’Hobbit o alla lettura delle opere omonime.

Inizierò dunque dal principio: i Numenoreani, gli abitanti della grande isola di Numenor, chiamati anche Dunedain, sono gli antenati di Aragorn e della sua gente. Nella trilogia cinematografica del Signore degli Anelli se ne parla brevemente all’inizio, quando vengono mostrate le immagini della battaglia della Dagorlad e la sconfitta di Sauron. Molti degli uomini che strinsero alleanza con gli Elfi erano numenoreani e, in particolare, lo erano Elendil e suo figlio Isildur.

Chiarito questo aspetto, in questo articolo cercherò di spiegare perché Elendil e la sua gente si trovarono coinvolti nella grande guerra contro Sauron.

I Numenoreani erano uomini ai quali i Valar, cioè gli dei, avevano concesso una vita più lunga del normale (circa tre volte quella di un uomo della Terra di Mezzo, ossia 210-240 anni), una capacità di invecchiamento più lenta e una maggiore forza e bellezza. Erano stati, in un certo senso, resi più simili agli Elfi. Perché questo dono, si chiederanno alcuni?

Non si era trattava di una scelta causale, nè di un capriccio: i Valar, al contrario, avevano deciso di premiare quegli uomini e quelle donne che avevano combattuto durante la Prima Era contro Morgoth, il “maestro” di Sauron e che al termine del conflitto erano stati duramente provati.

Per queste persone i Valar innalzarono una grande isola dalle profondità del mare – Numenor – e la resero più bella di tutte le Terre degli uomini: gli Eldar (cioè gli Elfi) accorrevano frequentemente da Valinor (la residenza degli elfi e degli dei) per recare con loro doni e i frutti della scienza di Valinor che presto avrebbero reso i Numenoreani signori degli uomini.

Ai Numenoreani, tuttavia, era stato imposto un divieto: non dovevano mai veleggiare verso Ovest, ossia in direzione di Valinor. All’origine di questo divieto si deve immaginare che la vista delle Terre ove avevano dimora gli immortali Elfi e i Valar avrebbe potuto scatenere l’invidia dei Numenoreani, i quali, invece, restavano pur sempre mortali. Va anche detto, tuttavia, che l’immortalità legava gli Elfi alle sorti del Mondo materiale, mentre gli Uomini, la cui anima dopo la morte finiva in un luogo ignoto a tutti, si liberavano dalla materia ed erano liberi. Per questa ragione, per oltre 1600 anni, i Numenoreani guardarono alla morte come un “dono”, anziché una punizione. Essi, in qualche modo, sapevano quando la loro ora era prossima e si addormentavano in un lungo sonno che li conduceva al decesso.

Leggi anche:

Storia di Numenor – II parte

Storia di Numenor – III parte

La geopolitica di Numenor: le casate reali dell’Isola dell’Ovest.

10 pensieri riguardo “Storia di Numenor: un’introduzione – I parte

    1. Figurati, ho cercato di riassumere tutta la Storia di Numenor pensando soprattutto ai lettori che conoscono il mondo di Tolkien, ma senza avere una conoscenza approfondita della Seconda Era:)

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    1. Bella domanda! Teoricamente sarebbe affascinante, ma temo che noi esseri umani siamo programmati per non esserlo…Hai presente quei vecchi computer che non riescono ad immagazzinare più di un certo tot di informazioni? Ecco, credo che noi umani dovremmo cambiare radicalmente «il nostro sistema operativo» per essere pronti all’immortalità (e aggiungerei, all’eterna giovinezza, altrimenti non va bene)

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      1. Gli elfi di Tolkien rimangono eternamente giovani e belli…tuttavia anche loro, ad un certo punto, non ne possono più del mondo e dei sui problemi, e devono allontanarsene…insomma, la felicità non abita neppure nella terra di mezzo;)

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