Le sette stirpi dei Nani

Quando completai «Il Ciclo del Marinaio» inserii nelle Appendici dei miei racconti un approfondimento dedicato alle stirpi dei Nani. Questo, infatti, è un argomento che mi ha incuriosito sin dalla prima lettura delle opere di Tolkien: a parte alcuni cenni alle stirpi di Khazad-Dum, Belegost e Nogrod, e alla presenza di una schiera di nani che combattè sotto le insegne di Sauron durante la battaglia finale della Seconda Era, infatti, delle altre non si conosce nulla (almeno nelle opere tradotte in italiano). Personalmente, trovo il popolo nanico molto affascinante: per questa ragione, oltre ad avere inserito due nani tra i protagonisti del mio ciclo di racconti – Bor e Groin – mi sono cimentato in questa ricostruzione delle origini e degli sviluppi storici delle casate del popolo di Aule. Buona lettura!

«Secondo quanto narrato dagli Eldar in esilio, Aule, il Fabbro dei Valar, desideroso di avere una discendenza alla quale insegnare la propria arte, fabbricò in segreto sette esseri maschi e sei di sesso femminile, affinché popolassero il vasto mondo. In seguito Eru Iluvatar, venuto a conoscenza di tale creazione, si trattenne a lungo nella dimora di Aule, mostrandogli che nulla poteva essere creato da altri che non da lui stesso, e il Vala, profondamente pentito, afferrò un martello con il quale avrebbe distrutto la sua progenie; Eru Iluvatar, tuttavia, fermò la sua mano, ché invero aveva compreso quale sentimento nutrisse nel suo animo il fabbro e accettò le creature di Aule, proclamando che anch’esse avrebbero avuto parte al destino di Arda e spirando nei loro petti il soffio vitale: sebbene la progenie di Aule fosse stata riconosciuta dall’Uno, essa avrebbe dovuto riposare nella roccia dalla quale aveva avuto origine per i successivi secoli, attendendo che i Primogeniti di Eru, gli Elfi, si destassero a oriente. Tale fu l’origine dei Khazad, che gli Eldar chiamano Naugrim e gli Uomini Nani: i sette figli di Aule si sparsero per il vasto mondo, conducendo con loro la propria discendenza; delle sette stirpi che si vennero in tal modo creando, nessuna era più temuta e onorata di quella di Durin il Senza Morte, erede del primo Nano ad aver calcato il suolo della Terra di Mezzo. Molte sono le storie legate alle gesta del suo popolo, ché esso ebbe parte a molte delle vicende dei Figli di Eru Iluvatar e fu fiero avversario del Nemico nelle ere che il mondo conobbe nei secoli a venire; tuttavia, poiché altrove sono narrate le sue vicende, qui non se ne trova traccia. Punto o poco è noto delle altre stirpi dei Khazad, ché esse solevano dimorare in regioni remote, ove di rado giungevano gli Eldar e gli Edain: il popolo di Bavor, il secondogenito di Aule, fu il primo ad abbandonare la propria terra natia nel remoto Nord, mentre le altre progenie ancora si attardavano negli asili in cui erano venute alla luce; Bavor condusse la sua gente verso Sud, ed edificò la propria dimora presso le Montagne Gialle, che i Sindar chiamarono Ered Lavonar e i Naugrim Mablad. Tale stirpe, tuttavia, non conobbe un lieto destino, perché in seguito all’assassinio di Bavor da parte di alcuni vassalli invidiosi, vi furono ribellioni e disordini che presto sfociarono nella guerra civile: al termine di tale conflitto, la stirpe di Bavor si scisse in tre fazioni, ciascuna delle quali abbandonò le altre, dirigendosi in diverse direzioni, ché ormai ben poco affetto vi era tra loro. I discendenti della linea di Fadon, colui il quale aveva trucidato il legittimo sovrano, conobbero una sorte infausta, ché, stabilitisi nei pressi degli Ered Lithui, (I Monti di Cenere), furono corrotti da Sauron e divennero i suoi schiavi, servendolo durante tutta la Seconda Era.

I Nani della terza e quarta stirpe viaggiarono a lungo verso l’occidente, lì ove si narrava venissero compiute eroiche gesta da parte dei figli di Feanor, e si stabilirono nelle caverne e nelle grotte sotterranee che si estendevano sotto i Monti Azzurri (Ered Luin), venendo, primi fra il loro popolo, a contatto con gli Elfi del Beleriand, con i quali strinsero rapporti di amicizia e alleanza. La terza stirpe, sotto il comando di Dwalim, edificò la meravigliosa città di Gabil Gathol, che i Sindar chiamarono Belegost (Fortezza Poderosa): essa era situata a Nord della Montagna Umida. La tribù di Thrar si stabilì presso Tumunzabar, la possente fortezza che gli Elfi del Beleriand chiamarono Nogrod (Il Tunnel dei Nani); situata a Sud, i suoi cancelli si ergevano a guardia del passo di Cirith Ascar (Il Passo Impetuoso) e dominavano l’antica strada dei Nani, che attraversava il fiume Gelion sino a Sarn Gonrad (Il Guado delle Pietre). Sebbene entrambe le stirpi avessero contratto amicizia con i figli di Feanor, delle due solo quella di Dwalim recò aiuti concreti agli Eldar durante le loro guerre contro Morgoth, mentre i discendenti di Thrar si limitarono a cauti scambi commerciali con gli Eldar e in seguito con gli Edain, allorché costoro fecero la loro apparizione nel Beleriand; nonostante tale freddezza nei rapporti tra i due popoli, alcuni signori elfici ebbero in dono mirabili artefatti bellici forgiati da Telchar il fabbro, il più rinomato artista tra i Naugrim in quei giorni remoti. Durante la Battaglia delle Innumerevoli Lacrime (Nirnaeth Arnoediad), le schiere di Belegost, comandate da Azaghal, figlio di Dwalim, respinsero i Grandi Vermi che nella sua ira Morgoth aveva scatenato contro i Popoli Liberi, permettendo in tal modo alle forze dell’Alleanza di ritirarsi senza subire gravi perdite; nello scontro contro il Padre dei Draghi, Glaurung il Dorato, Azaghal perì eroicamente, non prima di aver inflitto una grave ferita al suo avversario che dovette tornare ad Angband umiliato. Al termine della Prima Era e dopo l’assassinio di Thingol, re degli Elfi, le stirpi dei Nani delle Montagne Azzurre fuggirono a Est, ché i grandi sconvolgimenti causati dalla Guerra d’Ira avevano distrutto molte delle loro antiche dimore e il mare ne aveva sommerso le rovine; il loro numero decrebbe lentamente ed esse giunsero a Khazad-Dum ove furono accolte dai discendenti di Durin il Senza Morte; non tutti gli eredi di Dwalim migrarono tuttavia a Est, ché alcuni stabilirono il loro dominio sul versante orientale delle Montagne Azzurre, ove ebbero modo di commerciare con gli Eldar e i Dunedain durante la Seconda Era, al termine della quale marciarono contro le schiere di Mordor che si levavano da Est.

Thelor era il padre della quinta stirpe e signore del Monte Gundaband, ove il suo popolo edificò una città, la cui bellezza era paragonabile a quella di Khazad-Dum: tuttavia, al sorgere della Seconda Era, gli attacchi degli Orchi e di altre creature della Tenebra, indebolirono le sue difese e i Nani furono alfine costretti a cedere, abbandonando le antiche magioni nelle mani dei servi di Morgoth. Al termine del secondo secolo di quell’era, la stirpe di Thelor giunse alle montagne del Rhun, ove prosperò per sette secoli, prima che sorgessero contrasti nel regno: al termine di tale periodo, infatti, Thulin, un vassallo dell’erede di Thelor, trucidò il suo signore, ritenuto da molti infido e arrogante, e ne usurpò il trono, scatenando una funesta guerra civile, che condusse a nuovi assassini e usurpazioni, finché Thris, figlia di Thelor XIV, in una congiura di palazzo, privò della vita l’ambizioso Thulin, ponendo fine a un decennio di guerre civili. Il nuovo sovrano, fratello di Thris, salì al trono l’anno successivo e condusse il suo popolo verso una nuova meta, stabilendo il suo dominio negli Ered Harmal, presso le caverne chiamate Namagaluz, il cui cancello si apriva verso levante, a guardia delle acque di Heb Haran, in prossimità delle contrade abitate dai Chey: nel corso della Seconda Era, tale complesso costituì la più grande città dei Nani nell’Endor centrale e nei secoli a venire prosperò, ché i suoi abitanti non furono coinvolti nelle guerre tra l’oscuro discepolo di Sauron e i Popoli Liberi, ed essi crebbero in numero.

La sesta e settima tribù, sotto il comando degli eredi di Druin e Barin, si stabilirono nell’Endor estremo, ove occuparono le antiche sale situate nei Monti Ruurik, a partire dall’ottavo secolo della Seconda Era. Guidati da Balli, erede di Druin, i Nani edificarono la capitale del loro reame nelle caverne di Akbuzdah, ed essa, a costruzione ultimata, fu chiamata Tumunamahal in onore del loro creatore, il Vala Mahal (Aule); codesto complesso si strutturava secondo un progetto che comprendeva ben sette livelli e sette abissi, rendendo la città simile a quella di Khazad-Dum, cui il disegno era ispirato. Tumunamahal era raggiungibile per mezzo di due ingressi separati, uno dei quali era posto alla base di un profondo cunicolo, cui i Nani diedero il nome di “Crepaccio di Druin”: al di là del suo cancello, l’accesso principale era posto al termine di una lunga scale a spirale che conduceva nelle profondità della terra; la seconda entrata era situata sul crinale occidentale delle Montagne del Vento (Ered Gwaen), ed era difesa da tre poderosi cancelli di adamante. La settima tribù, sotto il comando dell’anziano Barin, giunse nella regione alcuni anni dopo, con la speranza di poter stabilire le proprie dimore in tali contrade, dopo aver abbandonato la fortezza di Amon-Lanc nel Rhovanion, le cui sale erano divenute ormai troppo anguste: al fine di suggellare un’alleanza tra le due stirpi, Barin propose al sovrano della sesta stirpe di prendere in moglie sua figlia Bis: soddisfatto da tale offerta, Druin XIV offrì al suocero vaste contrade poste a Est del suo regno, e ivi i Nani dell’ultima stirpe edificarono un città, cui venne dato nome Khalaz-Dum (L’Antro dell’Eco), simile, nelle intenzioni dei suoi progettisti, all’ancestrale dimora in cui si erano destati i figli di Aule. Le due stirpi prosperano durante la Seconda Era e al termine di essa si unirono all’Alleanza dell’Ovest per fronteggiare la minaccia di Mordor: tale fu la loro scelta, ché essi non avevano obliato l’aiuto che in passato aveva fornito loro un possente guerriero, durante l’esplorazione dell’antiche rovine di Amon-Lanc, cui avevano dato nome Khevialath (Il Lungimirante) e che gli Eldar e gli Edain invece chiamavano Morluin. Durante la cerca dell’antica Gemma dei Nani, infatti, Khevialath aveva trucidato Andalonil, un servo di Sauron l’Aborrito, e allontanato da Amon-Lanc gli eserciti di costui, riportando una preziosa vittoria sulle schiere dell’Avversario: in tale occasione, i Nani del Ruurik, grati dell’enorme servigio reso dal Dunadan, giurarono solennemente che avrebbero ricompensato degnamente l’aiuto che costui aveva dato loro, e, memori di tale promessa, inviarono vaste schiere del loro esercito alla battaglia della Dagorlad, mettendo in fuga il popolo di Bavor che sosteneva il Nemico».

«Il Ciclo del Marinaio», pp. 406-410

 

 

7 pensieri riguardo “Le sette stirpi dei Nani

    1. È un argomento molto complesso. Per il momento mi limito a notare come la cupidigia dei Nani nei confronti del Silmaril di Thingol avesse contribuito parecchio a questa rivalità, tanto è vero che i nani di Belegost tentarono, inultimente, di far ragionare i loro consanguinei, purtroppo senza risultato, consapevoli che versare sangue tra i due popoli avrebbe costituito un precedente per le epoche a venire. Ed è una delle ragioni per cui mi dispiace che Jackson, nella versione estesa de “La Battaglia delle Cinque Armate” abbia deciso di fare arrivare allo scontro reale Nani ed Elfi: sono certo, invece, che entrambi i popoli fossero riluttanti a ripetere gli orrori perpetuati nella Prima Era.

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    1. Beh il Doriath si era isolato dal mondo esterno e solitamente questo è già un gran brutto segnale…aver mantenuto il Silmaril è stato un altro grave errore. Probabilmente se i Nani non l’avessero fatto, ci avrebbero comunque pensato i figli di Feanor ad invadere il Doriath per reclamare il Silmaril. Per quanto riguarda, invece, la disputa nani vs elfi mettiamola così: i Nani sbagliarono nel massacrare Thingol e i suoi, ma gli Elfi sbagliarono a loro volta nel conservare nei secoli successivi un’opinione molto bassa dei figli di Aule senza alcuna distinzione. Non a caso Galadriel prese le difese dei Nani, quando suo marito sembrò voler addossare al povero Gimli la responsabilità del male di Moria…

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      1. Più che a Thingol, che pagò le sue scelte con la morte (anch’egli sotto l’influsso del Silmaril, come purtroppo tutti quelli che in qualche modo entravano in contatto con quelle gemme), darei la colpa a tutti i sovrani dei Sindar venuti dopo di lui, che presero a identificare i Nani come responsabili di molti mali della Terra di Mezzo, solo perché influenzati dalle azioni – senza dubbio deprecabili – della stirpe di Nogrod.

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