Ren il Folle, l’Ottavo

Per la biografia dell’ottavo Nazgul mi sono ispirato all’origine degli Spettri dell’Anello così come è riportata da Tolkien nel Silmarillion: cito, a memoria, «che a prescindere dal Bene e dal Male insito in ognuno di loro [cioè dei Nazgul], essi prima o poi caddero nell’Ombra». Non si può negare che, per quanto riguarda le biografie dei Nazgul che fino a questo momento ho descritto, un ruolo preponderante sia attribuito alla loro ambizione, declinata sotto forma di volontà malvagia, di ottenere posti di comando e di potere all’interno del proprio popolo o presso genti confinanti. Perfino Dwar di Waw, il Terzo, il più «umile» come origine dal punto di vista sociale, è spinto a cercare vendetta in nome dei suoi parenti, sino a trasformarsi in uno spietato tiranno. La domanda che mi sono posto nel descrivere la biografia di Ren, l’ottavo Nazgul, è stata dunque la seguente: cosa accadde a un Uomo la cui vita, apparentemente, avrebbe potuto prendere una piega totalmente diversa rispetto a quella di diventare schiavo dell’Oscuro Signore?

Per provare a rispondere a questa domanda, mi sono ispirato anche a una storia molto significativa dell’epopea di Batman: «The Killing Joke», nella quale si spiega l’origine di uno dei personaggi più significativi e importanti dell’epopea del Cavaliere Oscuro: il temibile Joker. Il pubblico ha avuto modo di apprezzarlo nelle varie interpretazioni sul grande schermo, tuttavia la storia del Joker non è mai stata, fino a questo momento, particolarmente approfondita al cinema. Basti ricordare l’ultima interpretazione di Heath Ledger nei panni del pericoloso criminale: ogni qual volta accennava all’origine delle sue cicatrici sul volto, inventava una storia diversa, probabilmente allo scopo di impressionare il suo variabile uditorio. Leggendo questa storia, invece, si apprendono molti particolari tristi sul passato e sull’origine del Joker: non voglio anticipare elementi per non rovinare la sorpresa a quanti non l’abbiano mai letto, tuttavia ciò che si apprende dimostra come Joker non desiderava essere un criminale. Una drammatica sequenza di eventi, purtroppo, lo spinsero verso una direzione senza ritorno: ciò, naturalmente, non vuol dire che il destino di ogni uomo sia determinato unicamente da fattori esterni. Semplicemente, si tratta di un invito a riflettere sulla presenza di Bene e Male all’interno di ciascun Uomo, che possono prevalare l’uno sull’altro quando uno meno se lo aspetta. Buona lettura!

«Nato nella città di Ulk Jey Ama, nell’anno 1969 della Seconda Era, Ren era il figlio di un incantatore e nipote del Signore dei Chey: ebbe un’infanzia tranquilla, senza che alcun evento lasciasse presagire quanto sarebbe accaduto una volta divenuto adulto. Nel 1992, Ren prese in moglie Elyen, una donna del suo stesso lignaggio e si trasferì presso le Ered Harmal, ove dimorò per i sei anni successivi; nel 1998, tuttavia, una grave pestilenza sconvolse le terre dei Chey, e Ren ne fu colpito gravemente, sebbene il suo corpo sopravvivesse alla lunga malattia che ne impedì il risveglio per molti mesi: infine si destò dal coma, tuttavia la sua salute mentale era stata compromessa. Ren aveva obliato molto di quanto aveva appreso in gioventù, finanche il proprio nome; eppure, nonostante la sua mente vacillasse, egli si illudeva di avere acquisito una saggezza e una lungimiranza superiore a quella di qualsiasi altro Uomo: sovente, nelle lunghe veglie notturne, la moglie lo ascoltava mormorare nel sonno parole arcane e oscure, mentre, durante il giorno, chino sul proprio seggio, egli urlava essere il figlio del fuoco, l’incarnazione della fiamma vitale stessa. Elyen tentò disperatamente di curare la follia del marito, convocando al suo capezzale erboristi provenienti finanche dal Khand occidentale, eppure le cure di costoro si rivelarono ben presto inefficaci: Ren si autoproclamò re dei Chey e i suoi seguaci praticarono numerose violenze, oltraggiando le donne e sacrificando gli infanti alla fiamma sacra.

In breve tempo Sauron comprese che il folle illusionista sarebbe stato un valido servitore, sicché, nel 2005, gli offrì l’ottavo Anello del Potere degli Uomini, con la promessa che gli avrebbe mostrato la fonte ove prendeva vita il fuoco sacro: tosto Ren accettò, e spinto da una irrefrenabile follia, aggravata dal potere corruttore dell’Anello, organizzò le sue armate affinché conquistassero tutta la Terra di Mezzo centro-orientale; nel volgere di un secolo, le sue truppe, alleate con quelle del Khand di Uvatha, presero a dominare un impero quale mai nessun Uomo delle loro stirpi aveva mai governato fino a quel momento. Ren si stabilì nella sua città natia, dopo aver fatto sacrificare i figli e la moglie al fuoco purificatore, la cui fonte si trovava nel regno di Mordor; abbandonò la capitale del regno di Chey solo in occasione dell’arrivo di Erfea Morluin a Numenor, allorché si unì agli altri Nazgul in una ricerca infruttuosa. Dopo la caduta, Ren si recò a Mordor con le sue poderose armate e partecipò all’assedio di Osgiliath, fallendo tuttavia per l’arrivo delle truppe dell’Ultima Alleanza; durante l’assedio di Barad-Dur, il Re Stregone gli ordinò di occupare il valico di Cirith Ungol, per tema che altre truppe di Gondor potessero giungere da ponente: tale strategia, tuttavia, si rivelò inutile, ché l’Anello fu preso e Ren affondò nella Tenebra».

18 pensieri riguardo “Ren il Folle, l’Ottavo

    1. Sì, intendevo dire che l’Unico fu preso da Isildur. Non avevo pensato agli Aztechi, però, effettivamente, c’è una certa rassomiglianza con i sacrifici umani che gli antichi popoli amerindi praticavano in nome del Sole. Quanto alla domanda che mi pone, posso anticiparle fin d’ora che Erfea prese parte al Consiglio che pose le basi dell’Ultima Alleanza. Ne riparlerò più ampiamente in un prossimo articolo.

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  1. Che storia macabra! E poverina la moglie… e poi i figli…
    Non conosco il passato del Joker, ma mi ha incuriosita quello che hai detto a proposito del fatto che non volesse diventare un criminale! Per quanto riguarda il discorso del bene e del male, penso che effettivamente ce ne sia un po’ all’interno di ciascuno di noi…

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    1. Ti ringrazio per il tuo commento! Con la biografia di Ren ho cercato di dare una risposta a un interrogativo inquietante: quanto il bene o il male insiti in ciascuno di noi possono redimerci oppure condannarci alla malvagità? E, in secondo luogo, quanto possono essere importanti gli eventi esterni nel condizionare la nostra vita, le nostre scelte? Nei casi di Ren e del Jocker possiamo affermare che entrambi hanno ceduto alla loro malvagità; possiamo sperare però che ci siano casi diversi (e Bilbo, per esempio, dimostra che è possibile resistere alla malvagità dell’Anello). In secondo luogo, inoltre, mi sono reso conto che gli altri Nazgul (a parte, forse, Dwar) sono già fortemente orientati verso la malvagità a causa delle loro ambizioni: ho voluto così tratteggiare un Nazgul la cui corruzione, al contrario, fosse maggiormente influenzata da eventi esterni, piuttosto che un carattere intimamente rivolto al Male. Quanto alla storia del Joker, posso assicurarti che è davvero molto triste…

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      1. Secondo me, è stata una buona idea; come dico sempre, non siamo tutti uguali, quindi funziona il tuo tentativo di raccontare una corruzione “diversa” rispetto a quella degli altri Nazgul 🙂 Anche perché, a volte, gli avvenimenti esterni possono influenzare in maniera davvero molto pesante gli individui!
        Naturalmente io spero sempre che prevalga il bene, all’interno di ciascuno, nonostante mi renda conto che non è possibile…

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      2. Hai ragione, la sfida che ciascuno noi porta avanti, pur tra mille paure e difficoltà, è proprio quella di non lasciare vincere la nostra parte malvagia.

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  2. Ho letto adesso la conversazione tra te ed Elle su questa pagina, e condivido quello che dite, altro esempio di personaggio che oscilla tra bene e male che dopo sceglie il male e sta in Tolkien è Gollum stesso, che pensava veramente di aiutare Frodo ma a causa di Sam ripiomba nel male per nn emergerne mai più

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