Numenor: Game of Thrones (I)

Bentrovati! Per il titolo di questo articolo, come avranno notato i lettori dei romanzi «Cronache del ghiaccio e del fuoco» scritti da George Martin, mi sono ispirato alla celebre serie televisiva «Il Trono di Spade» (Game of Thrones). Nessuna paura! Non ho intenzione di mescolare elementi delle opere tolkieniane con quelli del celebre scrittore statunitense. Si tratta solo di un simpatico omaggio a una famosa serie TV, che mi è di grande utilità, però, per introdurre due racconti postumi (scritti, cioè, dopo aver terminato la prima stesura del «Ciclo del Marinaio») nei quali ho provato ad approfondire un aspetto della storia numenoreana, relativo alla guerra civile combattuta a Numenor nell’anno 3255 della Seconda Era, che avevo toccato solo marginalmente nel «Racconto del Marinaio e della Principessa».
Il conflitto vide schierati da un lato i Numenoreani fedeli al culto dei Valar e di Eru e dall’altro i sostenitori delle pretese avanzate da Pharazon – cugino di Tar-Miriel, legittima regina – al trono. Molti di voi sanno già come si concluse questa guerra civile; gli altri potranno scoprirlo leggendo questi due racconti. In fondo, le macchinazioni avanzate dagli uni e dagli altri per assicurarsi la vittoria dettero origine, a tutti gli effetti, a una sorta di «giochi diplomatici», nei quali complotti e tradimenti erano all’ordine del giorno.
In particolare, il racconto «L’Ombra e la Spada» che vi apprestate a leggere a partire da questo articolo presenta una singolare caratteristica: a differenza di tutti gli altri, che erano invece basati su ricordi ed esperienze vissute direttamente da Erfea o comunque facilmente recuperabili da una cerchia di persone che con il paladino di Numenor avevano relazioni, questo racconto è (almeno fino a questo momento) l’unico scritto da personaggi che con Erfea non avevano relazioni dirette, se così si può dire…dal momento che, come vi accingerete a leggere, i protagonisti di questo e dei prossimi articoli saranno proprio i capi della fazione avversa a Tar-Miriel, fra i quali un grande ruolo sarà attribuito ai tre principi numenoreani che furono corrotti da Sauron e furono tra i più potenti fra i Nazgul: Er-Murazor, Akhorahil ed Adunaphel.

Per questa ragione, trovo importante trascrivere, prima ancora di presentarvi l’incipit del racconto, una nota che spiega come questo documento finì nelle mani di Erfea.

«Questo scritto pervenne ad Erfëa tramite un’ambasciata che giunse a Gondor allorché erano trascorsi pochi mesi dalla Caduta: colui che gli consegnò il manoscritto, accompagnò tale dono con una lettera nella quale spiegava di essere stato per molti anni schiavo di Pharazôn e di essere fuggito da Numenorë allorché il suo Signore, venuto a conoscenza che questi aveva trascritto resoconti di vicende che non desiderava altri conoscessero, ordinò di ucciderlo e di bruciarne la dimora. Sulle prime, il principe di Minas Laurë esitò a prestare fede a tale scritto, ché molto diffidava dei Numenoreani Neri e dei loro inganni; in seguito, rimembrò che fra coloro che erano stati del seguito dell’ultimo sovrano di Andor, vi era un uomo il quale era solito essere condotto in catene dinanzi al suo trono per il bieco divertimento del re e della corte intera, ché era muto e nulla poteva ribattere alle risate crudeli che il governatore dell’isola riversava sul suo capo e comprese il suo errore. Sceso dallo scranno, il Sovrintendente di Gondor domandò perdono all’uomo per non averlo riconosciuto fin dal principio e ordinò che fosse ospitato fino alla fine dei suoi giorni presso una ricca dimora che gli fu assegnata come risarcimento per le torture che aveva subito durante gli anni ormai distanti della sua giovinezza: grato per il dono del principe, l’uomo, il cui nome era Khanor, visse ad Osgiliath per due anni ed infine spirò».

Prima di lasciarvi alla lettura dell’articolo, infine, voglio fare un’ulteriore premessa: questo racconto e quello che segue, intitolato «Il racconto dell’infame giuramento» presentano un tono più cupo e drammatico rispetto a quelli che avete letto fino ad oggi. In parte, questa scelta è stata motivata dalla necessità di assecondare un linguaggio più consono ai protagonisti principali di questi racconti, che militano nel campo «avverso», per così dire; in secondo luogo, soprattutto nel primo racconto, ci sono evidenti influssi derivati dalla lettura dei romanzi di H.P. Lovecraft, soprattutto a livello di ambientazione. Credo ne sia uscito un quadro abbastanza diverso dal solito – si potrebbe dire, con una battuta, che questi sono i racconti forse «meno tolkieniani» che io abbia mai scritto – ma lascio a voi il compito, spero piacevole, di giudicare se sia o meno riuscito nel mio intento.

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«In quei giorni[1], Pharazôn, nipote di Tar-Palantir, sovrano di Numenor nei giorni del suo triste declino, tenne un consiglio fra quanti erano del suo partito, ché egli, sebbene si fosse atteso la proclamazione di sua cugina a sovrana di Numenor, pure non smetteva di detestarla, temendo che i Fedeli avrebbero preservato negli anni del suo regno la gloria che sì recentemente avevano conquistato: incapace di trattenere ulteriormente la sua ira ed il suo timore, convocò coloro che erano stati i camerati di suo padre e che erano sopravvissuti alla prigionia o alla morte in battaglia. Sulle prime, gli Uomini del Re espressero un palese disagio nell’ottemperare la richiesta del figlio di Gimilkhâd e questo accadeva perché erano sopravvissuti in pochi e temevano di terminare tristemente i propri brevi giorni; infine, poiché essi erano ansiosi di ottenere vendetta su Tar-Miriel e i suoi Paladini, acconsentirono ad incontrare Pharazôn nella cave abbandonate di Dûr-Zhirûk[2], poste all’estremità meridionale della penisola di Andustar: tale contrada godeva di cattiva fama, ché i pastori non permettevano che i loro armenti pascolassero nei suoi recessi nebbiosi e grigi, né i pescatori osavano condurre le loro fragili imbarcazioni nei pressi delle sue imponenti scogliere di nero basalto, il cui silenzio era rotto solo dall’incessante fragore provocato dalla rabbia del Grande Oceano. Pochi fra i sapienti Numenoreani erano a conoscenza di quali oscuri pertugi si aprissero all’interno di tali recessi e non facevano volentieri parola di quanto avevano scoperto ad altri che non fossero i Cundo dell’Accademia, per timore che la follia ed il terrore si impadronissero delle menti di coloro che impunemente fossero venuti a conoscenza di esseri che si diceva fossero vissuti in quegli oscuri antri prima ancora che l’Isola del Dono fosse sollevata dalle acque: a quanti affermavano che solo i Valar avevano avuto parte alla creazione di Numenor, costoro replicavano che finanche Melkor era stato nel loro Novero e che dunque, per quanto la sua oscura essenza fosse stata scagliata nello spazio atemporale che si estendeva al di là del Tempo, pure il suo malefico influsso aveva contributo, in parte, alla sollevazione di Elenna dal fondale dell’Oceano, plasmando la roccia di Dûr-Zirûk secondo la sua perversa volontà. Per molti secoli, i Numenoreani avevano evitato le contrade oscure che si estendevano al di là delle desolate piane dell’Andustar; infine, coloro che erano tra gli Uomini del Re noti per la loro malvagità e crudeltà, avevano edificato in questi luoghi oscuri altari a divinità senza nome, il cui culto era sopravvissuto negli anni fino a giungere ai giorni di Pharazôn; questi, sebbene fosse poco o punto propenso a credere ai racconti che circolavano su Dûr-Zirûk, pure aveva esplorato quegli spaventosi anfratti e si era convinto che l’orrore primigenio che emanavano gli affreschi immondi che ne coprivano i soffitti avrebbe influenzato le menti dei suoi camerati, esortandoli a compiere la scelta che avrebbe ritenuto più consona ai propri interessi. Riluttanti, i Signori degli Uomini del Re accettarono il suo invito, non prima di aver giurato che non avrebbero rivelato a nessun altro figlio di Iluvatar quanto avrebbero scorto o udito in quelle immonde sale sotterranee: accadde dunque che durante un novilunio, quando massimo cresceva nel cuore dei Fedeli il timore e l’avversione per le contrade il cui nome risuonava alle loro orecchie maledetto ed infido da ascoltarsi, essi si radunassero a Dûr-Zhirûk, abbigliati nelle loro regali vesti; per primo, giunse Khorazîd, Principe dell’Andustar, e numeroso era il suo seguito di schiavi, concubine e mercenari; dopo che egli ebbe abbandonato la sua lettiga d’oro e si fu calato nelle voragini della terra, altri Signori della schiatta ribelle di Elros Tar-Minyatur lo seguirono. Dôkhôr, Principe del Fornastar, fuggito anni prima nella Terra di Mezzo perché accusato di aver perpetuato immani stragi nelle province che Ar-Gimilzor gli aveva attribuito, era fra coloro che presero parte al consesso; Azâran, Principe dell’Ondustar, il più anziano fra i camerati del padre del giovane Pharazôn, era stato fra i primi ad accorrere allorché l’erede del suo signore era giunto alla sua antica dimora per condurgli di persona la missiva sulla quale era trascritto l’invito al Consiglio del Partito degli oppositori alla Regina; finanche Akhôrahil, che pure era scomparso da Numenor allorché Erfëa aveva scoperto la sua reale identità celata nei deserti infuocati del remoto Harad, aveva fatto ritorno ad Andor e, sebbene avesse mutato il suo sembiante, pure furono in molti coloro che crederono di riconoscere nel suo volto l’antico membro del Consiglio dello Scettro di Ar-Gimilzor. Principi e dame – ché, seppure in numero inferiore, esse erano presenti al consesso e si dimostrarono non meno risolute e spietate di quanto non lo fossero i loro consorti – furono condotti da esperte guide per segreti pertugi fino alle radici dell’Isola, ove i loro sguardi, che pure erano avvezzi alle peggiori nefandezze che i Secondogeniti avessero escogitato nel corso di lunghi secoli, furono atterriti e disgustati, sicché non furono pochi coloro che si coprirono il capo a causa del terrore che affreschi obliati da molti anni suscitavano in loro; finanche Dôkhôr, che pure era il signore di quella contrada, non aveva mai fatto visita a quegli orrendi sepolcri prima di quel momento ed il suo viso era ora pallido e smorto, come se un gran male l’avesse colto: unico fra tutti i presenti a non darsi pena per quanto accadeva era Akhôrahil, ché egli era fra i servi maggiori di Sauron e, sebbene conoscesse poco o punto i segreti nomi delle divinità ivi venerate per mezzo di orrendi sacrifici, le cui tracce erano ancora visibili sugli altari consunti dal tempo, pure si avvedeva che servivano il medesimo scopo del suo Padrone e di ciò si compiaceva».

Note

[1] Vi è qui un’allusione agli ultimi giorni del regno di Tar-Palantir: secondo alcuni commentatori, potrebbe riferirsi al terzo mese dell’anno 3255 della Seconda Era, ché la designazione di Miriel a sovrana di Numenor fu comunicata ai ministri del regno solo all’inizio della primavera, e tra questi gli unici ad averla appresa prima di tutti gli altri erano stati Amandil ed Erfëa.

[2] Dûr-Zhirûk, la Roccia del Demone nell’Adunaico, antica favella degli Uomini dell’Occidente.

P.S. In questi giorni ha raggiunto e superato la quota di 1000 commenti…sono molto soddisfatto di questo piccolo traguardo, ringrazio ciascuno di poi per aver contributo a realizzarlo! Puntiamo a…duemila!

30 pensieri riguardo “Numenor: Game of Thrones (I)

  1. Alla fine visto che Martin si é ispirato a Tolkien, é come se ti ispirassi sempre a lui 😂
    Comunque il racconto é molto bello, non troppo cupo.
    Mi aspettavo qualcosa di simile, visto che la caduta di Numenor é vicina. Le nefandezze aumentano, così come l’ira dei Valar

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    1. Ha letto il lungo commento che le ho scritto in “una festa a lungo attesa”? Gradirei molto una risposta a quel commento dove faccio un confronto tra Sauron e Thanos. Se nn vuole fa lo stesso, tranquillo.

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    2. Hai ragione, l’ispirazione rimane sempre quella:) Sono contento che l’incipit del racconto ti sia piaciuto e che tu abbia perfettamente colto il legame tra la profonda corruzione dei Numenoreani e il tono del racconto che si incupisce…

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  2. Meno Tolkieniani lo dice lei, dimentica la tana di Shelob (mi sento soffocare quando la leggo), il terrore che suscitano i Nazgul e gli spettri dei Tumuli e poi senza dimenticare Minas Morgul. Anche i Racconti Oscuri e cupi sono molto Tolkieniani anche se il loro numero è esiguo ci sono sempre, quindi va benissimo così.

    I racconti cupi sono bene accetti.

    Queste divinità cosa sono, immagini di Morgoth, Sauron e Gothmog?

    L’ultima stagione del Trono di Spade è stata molto deludente e senza senso logico.

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    1. Non ho mai detto che Tolkien non é cupo, anzi, gli esempi riportati calzano alla perfezione.
      Sicuramente il suo modo di narrare non porta ad un coinvolgimento emotivo simile ad un autore thriller o noir. Pertanto, Domenico ha effettuato un ottimo lavoro, non discostandosi dal modo di scrivere di Tolkien, che é molto descrittivo.

      Non ho poi capito se la domanda sulle divinitá riguarda i Valar. In tal caso, sono le divinità della Terra di Mezzo, fra cui c’è lo stesso Melkor.

      Infine, sull’ultima stagione del Trono di Spade non sono d’accordo. Come dicevo anche con Domenico, é assai difficile concludere una saga così amata e fare contenti tutti. Un finale é un finale, che piaccia o meno. L’importante é che sia coerente con la trama e con i personaggi e così é stato.
      Poi gli errori dell’ultima stagione sono stati tantissimi e le cose potevano essere gestite assai meglio, sicuramente

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      1. Questo commento era riferito a Domenico ma lei è liberissimo di rispondere.

        Dato che conosco bene le divinità Tolkieniane e per questo che ho chiesto a Domenico lui cosa intende perché gli unici che possono ricoprire questa carica nel Male sono i succitati Morgoth, Sauron e Gothmog. anche Ungoliant ma molto forzatamente, forse una distorsione dei Valar dal punto di vista di Morgoth, Domenico a lei la risposta. Ma per caso queste pitture risalgono a quando? Durante l’era delle Lampade? Mi piacerebbe molto vedere queste pitture, spero stimoli la sua disegnatrice a farcele vedere.

        Federico: lei ha letto Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco? Ha visto bene la serie? Ha sentito le stupidaggini che i sceneggiatori hanno detto a proposito delle loro scelte? Arya (che ha ucciso Petyr e Walder) ha ucciso il Re della Notte perché sì (l’hanno detto loro, per capriccio, per loro Jon nn doveva uccidere il Re della Notte), senza neanche confronto con Jon Snow (giò se avessero duellato un po’ e poi lo ammazzava Arya forse lo avrei giustificato), i nn morti attaccano in massa le comparse e uno alla volta i protagonisti, l’uso scellerato della cavalleria contro un nemico ignoto che sai già che è superiore di numero, gli Estranei generali fanno le belle statuine. Daenerys impazzisce così de botto senza senso perché sente le campane, lei che ha sempre voluto punire le ingiustizie ora perché le hanno ammazzato l’amica e i 2 draghi, se Daenerys fosse impazzita tipo dopo aver distrutto la fortezza rossa e poi il popolo si sarebbe scagliata contro di lei rifiutandola esplicitamente allora il suo impazzire lo avrei tollerato (nn vi nascondete dietri i Tarly che hanno scelto loro di morire lei gli ha dato la possibilità di salvarsi), e poi lo avete capito o no (parlo al popolo di Westeros e soprattutto a Tyrion e Varys) che Jon Snow nn sa regnare e nn sa convincere i suoi uomini dei sacrifici e scelte che ha fatto?
        Poi hanno perso tempo in discorsi inutili e faccende inutili: del tipo arrivano gli estranei e cosa fanno? Processano Jaime per aver ucciso un folle salvando 1 milione di persone.
        Euron Greijoy una sorta di pirata mistico con un occhio capace di avere visioni ridotto a una canaglia della peggior specie che può andar bene ma hanno perso un’occasione che per quel che fa nel libro è la minaccia più grande per Daenerys. (da come il libro lo presenta mi sembrava Sauron pirata).
        Arya che si salva pure dal fuoco di drago, si vede che la prende in pieno.
        La redenzione di Jaime buttata nel cesso.
        Si vede lontano un Km che fra 10 anni ci rifileranno un seguito e poi ora nn faranno la ribellione di Roberth Baratheon perché è narrata sufficientemente nei libri quindi nn la tratteranno perdendo un’occasione d’oro pure per risparmio di CGI dato che nn ci sono draghi, nn morti e magia e poi la possibilità di rivedere i personaggi che abbiamo conosciuto da giovani.

        Nn è stato per niente coerente con la trama e i personaggi. Hanno fatto cose senza senso, per carità da un punto di vista di spettacolarità è splendida, ma dal senso logico ha fatto letteralmente schifo. Loro hanno voluto stupire ma se ne sono fregati di tutto il resto
        Se a lei è piaciuta tutta è un’altra cosa e va benissimo, ma io da lettore e telespettatore le dico che mi sono sentito preso in giro e stuprato psicologicamente, erano anni che nn stavo così e ancora nn ci credo di quello che hanno fatto. Ma nn si preoccupi che contesto pure quelli della petizione inutile che hanno proposto, ormai il danno è fatto.

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      2. Ho letto i primi libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, più il Cavaliere dei Sette Regni. So che la serie si é molto distaccata da Martin nel corso delle stagioni, ma sinceramente, un autore che permette di continuare una serie TV senza avere finito i libri, dal punto di vista professionale per me vale poco.
        Non avrei mai permesso una cosa simile con una mia saga, poi si é pure lamentato del fatto che se avesse diretto lui lavori sarebbe stato meglio. Questo é indubbio, eppure non lo ha fatto.
        Non critico Martin dal punto di vista della scrittura, ma su come ha gestito la faccenda serie TV, ossia malissimo.
        Quasi tutti addossano le colpe degli errori agli sceneggiatori e ne hanno tantissime, svariate.
        Ma sono convinto che non sia del tutto colpa loro. Non é facile gestire il finale della serie TV fantasy più seguita al mondo, senza l’appoggio dell’autore.
        E ripeto, per me gli sceneggiatori hanno fatto gravi errori, ma i personaggi, rispetto alla serie TV, non ai libri, che sono qualcosa di completamente diverso, sono rimasti coerenti.
        Secondo me il detto “chi troppo vuole nulla stringe” é adattissimo a questa situazione, rivolto a tutti coloro che hanno lavorato al Trono di Spade.
        Sicuramente, però, dal punto di vista economico non si possono però lamentare…

        Capisco perfettamente il suo punto di vista, non é la prima persona che conosco a dire queste cose e sono felice che non abbia aderito all’inutile iniziativa della petizione, sponsorizzata da alcuni YouTuber famosi per fare due visualizzazioni in più.

        Il mio consiglio per non rovinarsi interiormente la serie é, come ho fatto io, scindere il Trono di Spade scritto, da quello televisivo. Sono due cose totalmente diverse, anche volutamente, altrimenti la gente non comprerebbe più i libri conoscendo il resto della storia ed il finale.
        Perciò, basandomi sulla serie, mi é piaciuta, anche se ha degli errori.
        Basandomi su ciò che ho letto di Martin, i suoi libri mi sono piaciuti.
        Quindi in fin dei conti sono soddisfatto!

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      3. Rispondo a quanto è di mia competenza: le immagini di cui si fa cenno nel racconto potrebbero risalire a tempi davvero remoti, ad opera di esseri antichi che evidentemente, per atterrire a tal punto i camerati di Pharazon, non dovevano avere un aspetto umanoide…In questo caso, oltre ai racconti di Lovecraft, mi sono ispirato anche a quel passaggio del Signore degli Anelli nel quale Tolkien descrive le origini delle Bestie Volanti, accennando ad altri mondi scomparsi in un passato remoto…
        Per quanto riguarda la discussione su GOT, vi invito a proseguire in altra sede, magari (se Federico è d’accordo) nel suo articolo che aveva scritto qualche tempo fa sul suo blog…altrimenti mi spoilerete tutta l’ultima serie;)

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      4. Peccato che fino alla 5 stagione i libri e la serie sono molto simili, le prime 4 sono fedeli al 95%.

        Io nn ho voluto troppo, volevo un senso che nn c’è stato ( e si fidi che mi sarei accontentato di davvero poco) e poi Martin ha cominciato a stranirsi quando loro si sono rifiutati di inserire Lady Stoneheart (sa chi è? ha detto primi libri se primi 2 allora nn l’ha incontrata anche se è un personaggio che conosciamo), certo diciamo che la sua colpa è stata nn prendere posizioni sulle scelte stupide commesse dai sceneggiatori, ma in fondo la serie lo ha aiutato a vendere più libri.
        Le consiglio questo video, dato che ci sono anche dei paragoni con Tolkien nn usciamo nemmeno dall’argomento: https://www.youtube.com/watch?v=XhtqarXc_f4

        “E ripeto, per me gli sceneggiatori hanno fatto gravi errori, ma i personaggi, rispetto alla serie TV, non ai libri, che sono qualcosa di completamente diverso, sono rimasti coerenti.” Lei ha detto questo, ok, se fosse successo con Tolkien, supponiamo un film con nome Signore degli Anelli succede che Gandalf prende l’Anello e lo usa per sconfiggere Sauron, sarebbe soddisfatto? Accetterebbe che Gandalf davanti Barad Dur prendesse un aquila per giungere da Frodo prendergli l’Anello senza dire niente e andando a sfidare Sauron? Io nn credo, se ha letto le lettere quando a Tolkien stesso gli diedero il copione della stesura dell’opera (la prima di sempre) lui si alterò molto per le modifiche apportate, in confronto quelle di Peter Jackson sono futili e perdonabili, si capisce da come scrive che è alterato e solo in 3 occasioni compresa questa l’ho sentito così.

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      5. Parto dalla fine del suo commento.
        Di Tolkien conosco bene i retroscena, sono stato a Oxford e ho avuto modo di comprendere la sua persona a 360 gradi.

        Il paragone con il finale del Signore degli Anelli non può esistere, dal momento in cui si tratta di un’opera finita, mentre GOT non lo è. Quindi, finché cambiano il finale prima che esista, non vedo il problema.
        Come ho detto, la colpa è di Martin che ha accettato questa situazione per vendere di più, lasciando che la sua opera venisse rovinata.

        Dal punto di vista qualitativo, l’ultima stagione di GOT non è affatto scadente.
        Poi possiamo discutere all’infinito sui problemi di trama e su come si siano discostati dal finale.
        Tolkien non avrebbe mai permesso niente di simile, ad esempio.

        Il video linkato l’avevo già visto, come praticamente ogni altro presente su YouTube dopo la fine della serie.
        Per alcuni è stata un’ottima opportunità speculare sullo scontento delle persone che non hanno scisso un contenuto televisivo e mediatico da un’opera letteraria.

        Se Martin avesse finito GOT prima delle serie, direi che l’ultima stagione è una schifezza. Visto che non è stato così, non mi è dispiaciuta.

        E la cosa divertente è che i follower di Martin, invece di dire “che autore poco corretto, che ha svenduto la sua opera e dà la colpa agli altri dell’insuccesso della serie” lo difendono a spada tratta…

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      6. Beh, Tolkien credo che non avrebbe gradito nessun film sul Signore degli Anelli, nel senso che soffriva troppo nel considerare l’immancabile riduzione e semplificazione che un’opera letteraria subisce nel passaggio alla forma cinematografica…ma di questo magari parleremo in un prossimo articolo.

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      7. Per il finale del Trono di spade Martin ha dichiarato che la fine sarà simile ma il modo in cui ci si arriva è diverso. Se mi fa impazzire Daenerys in modo chiaro lo accetterò alla grande, qui era inaccettabile.

        NN mi ha risposto, le sarebbe piaciuto vedere Gandalf prendere l’Anello da Frodo per sconfiggere Sauron in un’ipotetica pellicola del Signore degli Anelli dopo tutto quello che Tolkien gli ha fatto dire e probabilmente avrebbe detto in questo ipotetico film che ho detto?
        Le voglio dire anche che io mi scaglio violentemente contro i fan di Tolkien che criticano il film per nn aver messo Tom Bombadil: nel film nn serviva e ho giustificato le scelte di Jackson a differenza di patiti dei libri di Tolkien che ripudiano i film per alcune scelte del regista, lui ha fatto bene cose ha una sua logica.

        Quindi di Tolkien sapeva quello che le ho detto sul primo tentativo di trasporre il Signore degli Anelli al cinema?

        Io nn sto a criticare la qualità: le inquadrature e le scene sono stupende, io critico le scelte fatte per stupire il pubblico e bastava davvero poco per fare un ottimo lavoro accettabile. L’unica colpa di Martin è stata concedere il permesso di fare la serie prima della fine dei libri che allora ne mancavano 3.

        Le dico anche perché adoro questo ciclo del marinaio, Domenico ha inventato sì una storia ma che si integra perfettamente nel mondo di Tolkien, fa pensare che può esserci stato davvero un Erfea, e le sue scelte sono azzeccate e logiche: il suo Sauron è Sauron della caduta di Numenor, i suoi Nazgul sono i Nazgul e via dicendo, Domenico le libertà che si è preso hanno senso e le giustifica in modo accettabile e soddisfacente, i cari Benioff e Weiss hanno dato giustificazioni futili per giustificare le loro scelte, il Re della Notte ucciso da Arya perché se lo sono immaginato così, perché sì hanno risposto senza senso logico. La ragazza nel video fa latri esempi di illogicità del tipo Jaime uccide Euron che in passato aveva sconfitto 2 guerriere in forma che avevano dato filo da torcere a lui e Bronn, questa è la serie nn i libri, Daenerys che nn dice a Yara (Asha nei libri) di inginocchiarsi, a Jon insiste per più puntate di inginocchiarsi, questa è tutta nella serie nn c’è nei libri. C’è l’illogicità anche senza considerare i libri e l’hanno vista pure amici miei che nn hanno letto i libri. Loro nn hanno dato spiegazioni sensate alle loro scelte.

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      8. Rispetto a Gandalf, il paragone secondo me non calza per i motivi che ho già detto e per altri, ma le dico che sicuramente non mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di simile.
        Personalmente faccio molta fatica a paragonare il Signore degli Anelli al Trono di Spade dal punto di vista della coerenza fra scritto e girato. Secondo me sono due situazioni completamente diverse e non riesco a vivermi negativamente le scelte degli sceneggiatori nell’ultima stagione di GOT, anche se non calzano per niente con Martin.
        Non ripeto perché, altrimenti divento logorroico 😂

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      9. Premesso che non conosco GOT e quindi non posso esprimere nessun giudizio in merito, le sono grato per aver apprezzato i miei sforzi nel rendere Erfea e gli altri personaggi da me inventati compatibili con il legendarium tolkieniano. Non è stata un’impresa semplice (del destino di Miriel, tanto per dirne una, me ne dispiaccio profondamente di non aver potuto apportare alcuna modifica sostanziale), tuttavia sono soddisfatto di essere riuscito, almeno in parte, a conciliare entrambi gli aspetti, ossia la mia vena creatrice con quella di Tolkien.

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      10. Sono d’accordo con entrambi, per quello che riguarda lo stile della scrittura di Tolkien e l’oggetto della sua narrazione: se da un lato appare evidente come ci siano alcuni passaggi dei suoi romanzi che lasciano nel lettore un profondo senso di sgomento (per me è stato l’attraversamento delle miniere di Moria, nel leggere quelle pagine mi sembrava quasi di essere immerso nel buio di quelle caverne), è anche vero che l’intento di Tolkien non era quello di «terrorizzare» il suo lettore, come invece era solito fare Lovecraft (tanto per citare un indiscusso maestro del genere horror).

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      11. Federico, data la richiesta di Domenico le ho scritto un lungo commendo sulla serie del Trono di spade, c’è scritto che il mio commento deve essere moderato, ma spero che lo vedrà il prima possibile

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    2. La ringrazio per il suo apprezzamento. Non è chiaro cosa rappresentino le divinità ritratte nelle caverne: ispirandomi ai racconti di Lovecraft, ho suggerito l’idea che il terrore restasse senza nome, perché così incute più timore. Si può supporre che rappresentassero demoni al servizio di Morgoth, oppure altre creature di «altri mondi» come le Bestie Volanti.

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  3. Finalmente comincio anche questa “serie”!
    Sono curiosa di sapere quali saranno le prossime mosse di Pharazon… Non ne verrà fuori nulla di buono, naturalmente, ma sarà interessante scoprire come tu riuscirai a delineare questa parte della storia. Per ora nello stile di scrittura non ho notato cambiamenti… ma si vedrà più avanti…

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    1. Sono contento che tu abbia iniziato la lettura del racconto «L’Ombra e la Spada»:) Naturalmente, come hai ben intuito, le mosse di Phararon saranno condotte all’insegna della crudeltà e dell’inganno, ma non voglio anticiparti di più…Per quanto riguarda lo stile, si tratta di un racconto che affronta tematiche molto oscure; gli stessi protagonisti, come avrai modo di leggere, sono tutti «malvagi», ragion per cui le loro argomentazioni saranno ben diverse da quelle usate da Erfea o da Miriel…

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  4. Ho voluto rileggere la saga dell’Ombra e della Spada perché mi era piaciuta molto e mi sono imbattuto in questa frase che nn avevo notato all’epoca, ovvero “Sulle prime, gli Uomini del Re espressero un palese disagio nell’ottemperare la richiesta del figlio di Gimilzôr e questo accadeva perché erano sopravvissuti in pochi e temevano di terminare tristemente i propri brevi giorni” se è riferita a Pharazon è un errore visto che egli è figlio di Gimilkhad

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