L’Infame Giuramento_III parte (Una scelta difficile)

Bentrovati! Proseguo, in questo articolo, la narrazione degli eventi che condussero alla caduta di Numenor. Dopo aver avuto un alterco con Miriel in merito alla sua lealtà nello scorso articolo L’Infame Giuramento_Parte II (A chi va la mia lealtà?), Erfea prosegue la narrazione degli eventi passati ricordando la difficile scelta che si prospettò ai capitani lealisti di Numenor: deporre le armi per assoggettarsi a Pharazon e concludere così la guerra civile iniziata alcuni mesi prima, oppure resistere andando contro Pharazon e la loro stessa regina che richiedeva la pace tra le due parti. Del brano che ho trascritto mi piace rilevare l’umanità di Erfea, che si coglierà non solo nel confronto con Amandil ed Elendil, ma anche nel valutare i suoi sentimenti per Miriel, che dovevano essere oggetto di grande curiosità per i suoi contemporanei, attirandogli non poche critiche e perplessità.

Aspetto i vostri commenti, buona lettura!

«”Avventata fu invero la decisione di Tar-Miriel, Erfea – interloquì allora Aldor Roc-Thalion – eppure io non comprendo per quale motivo ella agì seguendo la via della stoltezza anziché della prudenza. Fu forse per follia o per qualche altra ragione che la regina di Numenor venne meno ai suoi doveri dinanzi al popolo?”
“Signore dei cavalli, all’epoca non compresi quale oscura trama si celasse dietro un’azione tanto avventata. Credevo, come molti altri, che la mente di Miriel fosse stata ingannata da qualche oscuro sortilegio e che ella fosse divenuta succube di uno dei servi di Pharazon, o, addirittura, del cugino stesso; ed in questo, come mostrarono gli eventi successivi, non mi ero sbagliato di molto, ché invero ella era caduta vittima della nequizia del figlio di Gimilkhad; eppure, vi erano altri motivi per i quali simili gesti venivano compiuti e, all’epoca, essi mi erano in gran parte ignoti; quanto accadde nei giorni seguenti mi dimostrò che, sovente, gli inganni orditi dagli uomini intrappolano, ancor prima delle loro vittime, quanti ne sono i folli artefici”.
Penosi mi apparvero i volti dei comandanti di Numenor allorché ritornai da loro latore di novelle di cattivo auspicio, e per lungo tempo essi non osarono parlare; dopo alcuni istanti che parvero non avere mai fine, si levò la voce di Amandil della casata di Andunie: “Miei signori, è stato ordito un oscuro inganno alla casa dei reggenti di Numenor; la nostra lealtà ci consiglierebbe di prestare fede al giuramento che stringemmo allorché fummo proclamati paladini del regno; non mi sbaglio, forse, affermando che fra noi vi sono tutti coloro che siedono al Consiglio dello Scettro e che detengono le sorti della nostra nazione? Se le mie parole non suonano false alle nostre orecchie, ebbene, perché noi dovremmo venire meno alla lealtà nei confronti di colei che ora siede sul marmoreo trono di Andor? Tale sarebbe il mio parere, se questi fossero giorni di pace, che io abbandonerei questi accampamenti e mi recherei ad Ovest, ove è la mia dimora ed attende impaziente la mia signora: eppure, così non è, ed i nostri voleri sono obbligati ad un’ardua scelta, ché essa potrebbe condurre Numenor alla caduta o alla vittoria.
La lealtà di coloro i quali siedono in seno al Consiglio dello Scettro non può essere messa in discussione, né verrà meno; mi chiedo, tuttavia, quali siano le reali intenzioni della nostra sovrana, ché la sua mi sembra una volontà vacillante; nondimeno, se questa mia ipotesi si dimostrasse veritiera, quale dovrà essere il comportamento che le nostre armate assumeranno? A chi andrà la nostra lealtà? A colei che è la figlia di Tar-Palantir o a colui che le sussurra gli ordini, occultato dall’oscurità di questi giorni?”
Silenzio si fece in tutta la tenda, ché ciascuno era immerso nelle proprie riflessioni; infine mi levai dallo scranno e presi la parola: “Membri del Consiglio dello Scettro e Comandanti degli eserciti di Numenor, avete testé udito la chiara voce di Amandil, il Sovrintendente, esporre il suo pensiero; permettete ad Erfea Morluin, della casa degli Hyarrostar, di parlarvi con la medesima chiarezza che caratterizzò il discorso del mio illustre parente. Invero, mai come in questo momento la volontà della nostra sovrana è stata sì vacillante da indurmi a chiedere se la nostra lealtà a Numenor non debba venire meno. Ebbene, mendace fu l’affermazione della nostra sovrana, ché la nostra obbedienza non già alla casa regnante, ma al popolo di Elenna è rivolta”.
Sguardi stupiti si levarono e più d’uno fu pronto a prendere la parola per replicare, sicché alzai la mano e chiesi di poter continuare a discorrere; allora essi parvero acquietarsi, ma i loro visi febbricitanti e colmi di timore covavano profonda inquietudine: “Miei signori, se è vero che la stirpe di Elros ha governato per lungo tempo la nostra patria, ciò è stato reso possibile per mezzo delle opere che il nostro popolo ha intrapreso; e se un dì il sangue dei sovrani di Elenna dovesse venire meno, pure non dovremo noi lealtà a coloro che giurammo di servire, affinché la follia e la sventura fossero tenute lontane dai loro giacigli? Quale lealtà dovremmo oggi perseguire se non quella che permetterebbe di salvare la nostra gente dalla furia distruttrice della guerra? Ché, se è vero la stirpe di Elros, di cui condividiamo il glorioso lignaggio, essere simile ad una rigogliosa pianta, pure essa è divenuta tale nel corso dei secoli, perché il colto e savio giardiniere ha avuto cura di lei; e se questo può sopravvivere privato di quella, è impensabile che il virgulto possa esistere senza colui il quale ne ha amorevole cura”.
Allorché l’eco della mia voce si spense, soffocato dai cinerei fumi che si levavano dai caldi bracieri, così parlò Amandil: “Gravi sono state le tue parole ed esse suonano sconosciute alle mie orecchie, figlio di Gilnar; tuttavia, poiché non sembri che quanto dirò sia troppo avventato, desidero domandanti perdono fin d’ora se le mie parole feriranno il tuo orgoglioso animo; coloro che rimembrano eventi accaduti anni or sono, infatti, non hanno obliato quale sentimento ti legasse un tempo a mia cugina, Tar-Miriel; vorresti tu smentire o confermare quanto le mie parole hanno rivelato dinanzi a questo consesso? Rispondimi, dunque!”
Freddo era stato il tono che aveva adoperato Amandil e non meno gelida fu la mia risposta: “Se io sapessi, o signore di Andunie, che la pace giungerebbe fra noi sulle ali dei medesimi venti che condussero fra noi questa missiva di sventura – e così parlando, levai in alto la pergamena scritta di pugno da Tar-Miriel, affinché tutti potessero scorgerla – avrei esortato i vostri voleri a rimettere le armate di cui siete comandanti nelle grinfie di Pharazon. Volete, dunque, che codesto sia il vostro ultimo gesto da uomini liberi, affinché la gente possa dire che preferiste una pace ignominiosa ad una resistenza valorosa? Quanto all’affetto che mi lega alla sovrana di Numenor e di cui, non dubito, molti hanno sussurrato nei giorni passati, non sarò certo io a disconoscerlo e, se questi non fossero tempi di dolore e follia ricolmi, mai avrei diretto i miei passi sì a levante; tuttavia, poiché non è per mezzo di questo sentimento che la libertà del popolo Numenoreano potrà essere preservata, è necessario che io debba prendere questa decisione.
Ho servito lealmente Numendil, tuo padre, e Tar-Palantir prima che la morte lo cogliesse; se la sua erede avesse mostrato maggior perizia nelle sue scelte, diverso sarebbe stato il mio parere in questa ora.”
Rabbia covavo nel mio cuore ed Amandil ne fu sgomento, ché di rado mi era accaduto di levare la voce nei suoi confronti, essendo egli come un fratello per me; Elendil, tuttavia, che molto era cresciuto in saggezza ed in lungimiranza dacché era iniziato il conflitto, parlò e acquietò i nostri animi feriti: “Padre mio, nobile cugino, perché adirarsi l’un contro l’altro? Quali che siano i sentimenti di Erfea per la nostra sovrana, è evidente che essi non sono d’impedimento al raggiungimento dello scopo per il quale siamo stati qui convocati. Se, infatti, Pharazon prevarrà e la guerra si estenderà anche a Numenor, abbandonando per qualche tempo queste coste, quale sarà la nostra scelta? Continueremo a prestare cieca obbedienza alla figlia di Tar-Palantir, oppure privilegeremo il bene del popolo? E se questa si rivelasse la migliore fra le decisioni possibili, quale destino si preparerà dinanzi ai nostri sguardi?”
Sagge erano state le parole di Elendil ed io così gli risposi: “Quale futuro incontreranno i nostri spiriti, è invero arduo indovinare; noi, tuttavia, non siamo aruspici, né affidiamo al capriccioso Fato le nostre vite. Chiedo scusa ad Amandil, ché non intendevo provocare fra noi discordia e astio; fu l’ira a parlare in me, non altro”.
“Erfea – così rispose il padre di Elendil – se la mia lingua ti è parsa infida, allora domando perdono per le parole che ho incautamente pronunziato; solo, desideravo comprendere quale sarebbe stata la tua scelta, se essa avrebbe preferito il cuore o la mente, ché sovente la volontà di Uomini savi e valorosi si perde in meandri tortuosi, difficili da comprendere”.
Silenzio si fece in tutta la sala, ché sebbene fosse scesa nuovamente la pace fra noi, pure vi erano ancora molte voci che tacevano e un accordo non era stato ancora raggiunto.
Erfea tacque, rimembrando lo stupore ed il silenzio che avevano regnato dopo la sua disputa con Amandil; allora Groin parlò e gli pose un simile quesito: “Figlio di Gilnar, hai testé affermato che il Sovrintendente di Numenor volle accertarsi che i tuoi intenti non fossero oscurati dall’amore che provavi per Miriel; credi, dunque, che egli tenesse in poco conto il destino di sua cugina e non si curasse del suo futuro, pur sapendo che ella non avrebbe più goduto della medesima benevolenza di un tempo, perfino presso di te?”
“Difficili sono da scrutare gli animi dei Numenoreani; questo solo posso rivelarti, figlio di Bòr: Amandil sempre diffidò della mia proposta, ché egli avrebbe preferito che fosse Tar-Miriel a detenere il trono e che io divenissi principe regnante accanto a lei; perfino quando fu designato sovrano dei Numenoreani Fedeli, egli accettò tale incarico a malincuore, non ritenendosi affatto all’altezza del suo ruolo; eppure, come dimostrarono gli eventi successivi, quella si dimostrò la scelta più saggia”.
“Tuttavia – interloquì allora Aldor Roc-Thalion – non sarebbe stato preferibile che tu regnassi accanto a Tar-Miriel, anziché permettere che la frattura fra i Numenoreani divenisse sempre più profonda? Molti eventi infausti avrebbero in tal modo essere potuti evitati, se Atalante non fosse mai accaduta e Sauron non avesse recato seco il germe della corruzione fra gli uomini dell’Ovesturia”.
Erfea ristette per qualche attimo in silenzio, infine così gli rispose: “È probabile che alcuni destini sarebbero stati mutati, se la mia scelta si fosse rivelata differente; eppure, Aldor del popolo degli Eothraim, sappi che se tale si fosse dimostrato il mio volere ed io avessi impugnato lo scettro di Numenor, trascorrendo le mie notti nel dolce talamo reale, pure la rovina non avrebbe tardato a cadere su di noi. Davvero credi che il seme di Sauron non fosse stato già sparso tra i Dunedain, all’epoca in cui io ed Amandil dibattevamo del destino di Elenna? No, ché esso era già fiorito ed aveva recato seco i suoi letali profumi; ancor prima che il nome di Pharazon echeggiasse a questo mondo, altri Numenoreani erano caduti sotto il giogo dell’Oscuro Signore; di Er-Murazor, Akhorahil e Adunaphel ho già parlato, sebbene la parte che essi ebbero nella Caduta non fu piccola; eppure, anche nei secoli successivi alla comparsa dei Nazgul, molti principi e guerrieri scelsero il vessillo di Mordor, pur credendo di essere liberi signori delle contrade che conquistarono con le armi. Gimilkhad, padre di Pharazon, fu uno di questi ed egli non fu né il più spietato, né il più crudele fra quanti si prostarono a Sauron ed ai suoi servi; Arthol, principe del Mittalmar, cadde vittima della medesima nequizia e con lui molti altri signori e dame. Quanto a me, sebbene provi profondo dolore per la morte di Tar-Miriel, pure comprendo che ella non avrebbe potuto essere salvata; vi provai, molti anni fa, ma fallii: fu allora che compresi quanto inutile sarebbe stata la mia unione con lei, vuoi perché ella era già vittima della disperazione e succube della volontà del cugino, vuoi perché, se anche i nostri corpi avessero conosciuto una serena vecchiaia l’uno accanto all’altro, quanti Numenoreani avrebbero seguito il mio ed il suo volere? Di questo resto convinto, ché mai il popolo di Andor sarebbe stato riunito, perché vi era infinita discordia tra i due partiti ed essi ambivano obiettivi differenti e contrastanti, come dimostrarono gli eventi degli anni successivi”. Tacque un attimo, infine così concluse: “Se non fosse esistito Pharazon, se Numenor fosse stata quella che i miei padri conobbero e onorarono, allora diverso sarebbe stato il mio destino; tuttavia, poiché queste condizioni vennero meno, codesta è stata la mia storia e, sebbene forte sia divenuto, con il trascorrere degli anni, il rimpianto per colei che persi allorché ero ancora giovane, pur comprendo che vi fu del bene nella sua infelice scelta, vuoi per una sua precisa volontà, vuoi per un disegno che i figli di Iluvatar scorgono di rado e di cui sono gli inconsapevoli artefici, sicché la stirpe degli Alti Uomini non è venuta meno ed essa prospera ancora oggi”.
“Ora comprendo quale volere ti mosse allorché abbandonasti Edhellond e, seppur conscio del bando che gravava su di te, prendesti la strada che conduceva a Numenor!” esclamò Elrond, il quale aveva preso posto accanto a Celebrian ed aveva ponderato ogni parola del Dunadan. “Fallisti, è vero, tuttavia non crucciarti, ché non imponesti la tua volontà sulla sua ed ella avrebbe potuto decidere diversamente se tale fosse stata la sua intenzione. È possibile, come hai testé affermato, che la sovrana abbia compiuto la missione per la quale era stata designata; eppure, labili sono i confini del mondo e al di là di essi vi è forse la speme che non tutto quello che gli Uomini hanno smarrito nel corso della loro breve esistenza vada definitivamente perduto, e alcuni legami siano destinati a sopravvivere alla morte stessa”.
“Diversi sono i destini degli Elfi ed in questo invidiano profondamente gli Uomini – interloquì allora Celebrian – eppure non è ancora giunta l’ora in cui i nostri fati debbano compiersi, ché molte volte ancora le rosse foglie dei faggi di Orthanc cadranno prima che il nostro destino sia compiuto e la gloriosa stirpe dei Noldor debba abbandonare questi lidi mortali.”
A lungo, coloro che erano con il Sovrintendente di Gondor rifletterono sulle parole che la figlia di Galadriel, di cui tenevano in gran conto il potere, aveva pronunziato, essendo ella saggia e lungimirante; infine, la profonda voce di Bòr si levò a sua volta: “Molti pareri sono stati espressi in questa ora e, sebbene il destino ultimo dei figli di Aule sia stato divulgato solo presso i loro eredi, pure dirò innanzi a voi che i nostri spiriti si reincarnano in altri corpi ed in questo credo che il nostro fato non sia dissimile da quello degli Elfi; tuttavia, poiché il sole è ormai calato ad occidente, inviterei Erfea a concludere il suo racconto, ché molto desidero apprendere gli eventi che condussero alla rovina Numenor ed egli non ha ancora fornito risposte esaustive alle mie domande”.
Rise il principe di Numenor e inchinatosi cortesemente all’anziano nano così gli rispose: “Errano coloro che credono l’abilità dei Nani essere solo nel forgiare forti armature e lame taglienti! Mio buono Bòr, vi sarà tempo per concludere il mio racconto, dopo che avremo desinato e coloro che sono affamati avranno soddisfatto i loro appetiti; qui vi attenderò, al calare della seconda ora dopo il tramonto, se vorrete ascoltare quanto la mia voce narrerà”».

17 pensieri riguardo “L’Infame Giuramento_III parte (Una scelta difficile)

  1. Quanto sarebbe bello che il tuo ciclo del marinaio finisse in mano ai sceneggiatori Amazon per le parti che inventeranno.

    Sono sempre più convinto e voglioso di vedere nel dettaglio cosa successe a Numenor per spingere tutti alla scelta difficoltosa.

    Ma come gerarchia chi è più importante Amaldil o Erfea? io dico Amaldil

    Amandil sempre diffidò della mia proposta, a cosa/quale evento è riferito, è narrato? ora nn ricordo

    Cmq nn si preoccupi Erfea che Amaldil sarà una buona spina nel fianco per Sauron e Pharazon (anche se nn per molto tempo).

    Riguardo il caso se Efea e Miriel fossero stati insieme e invecchiati insieme, Sauron essendo immortale, probabilmente in epoche successive avrebbe trovato qualcun altro da sviera e manipolare forse con eventi più nefasti di quelli che abbiamo assistito.

    Ho avuto una visione, nella Dagor Dagorath, Erfea si scontrerà col Re Stregone per l’ultima volta insieme a Eowyn. Che ne pensi?

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    1. Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti, mi fanno davvero piacere! Amandil era più in alto in gerarchia di Erfea: non solo perché era Ammiraglio della Flotta (tradizionalmente l’Arma più importante di Numenor), ma anche perché ricopriva il ruolo di Sovrintendente del Regno. Gli altri due Ammiragli erano Erfea (cavalleria) e Brethil (fanteria). Brethil era il cugino di Arthol, che ricorderai come uno dei principi coinvolti nella congiura contro Palantir e sua figlia. La proposta cui fa cenno Erfea nel riferirsi ad Amandil era quella di assumere il trono di Numenor, nel caso la guerra fosse stata vinta dai lealisti. Concordo sul fatto che Sauron, essendo immortale, avrebbe avuto molto tempo a disposizione per portare avanti i suoi piani…i tempi degli immortali, si sa, non coincidono con quelli umani. Bella l’idea di rivedere Erfea nella Dagor Dagorath combattere contro il Re Stregone per un’ultima volta…credo che ne sarebbe orgoglioso!

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      1. Vero…tuttavia devi tener conto che questo racconto – come gli altri – è stato concepito in forma unitaria, ragion per cui può accadere che alcuni passaggi anticipino, per così dire, tematiche che saranno affrontate più in là nel corso dello stesso racconto. Suddividendo ogni racconto in più brani, purtroppo, può accadere che qualche passaggio sembri “oscuro”…ma se riportassi l’intero racconto in un solo articolo sarebbe troppo lungo da leggere…

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      2. Mi basta sapere che un giorno leggero anche degli eventi citati, e cmq avevo solo chiesto dato che nn mi ricordavo l’evento.
        Ribadisco, fai nel dettaglio cosa successe con Miriel e Pharazon

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      3. tranquillo, nessun problema…anzi, come ti scrivevo, mi spiace che il «frazionare» il racconto in più parti a volte possa rendere la lettura più complessa. Mi hai dato una buona idea su Miriel e Pharazon…effettivamente non mi sono ancora occupato di descrivere la loro interazione quando erano giovani e può essere che esca fuori un interessante racconto…

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  2. Finalmente ho ricominciato a leggerti!
    Allora, in questa parte ho amato molto Elendil 🙂 Per quanto riguarda Erfea, noto che alla fine ha accettato il modo in cui è andata tra lui e Miriel… Era prevedibile, ma ammetto che la cosa mi ha messo un po’ di tristezza. Forse è perché, sotto sotto, non mi sono mai rassegnata del tutto alla separazione tra i due innamorati 😀 Comunque, razionalmente parlando, penso che Erfea abbia ragione a far presente che il destino di Numenor era già segnato e che un suo matrimonio con Miriel non avrebbe impedito i danni causati dalla malvagità di Sauron.

    Spero che tu stia bene e stia passando delle belle feste… Mi spiace non essermi fatta viva in questi ultimi tempi, ma mi auguro di rimediare presto, recuperando i tuoi ultimi racconti ^^

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    1. Mi fa molto piacere che tu abbia ripreso a leggere i miei racconti! Elendil è un bel personaggio, forte e diplomatico al tempo stesso. Quanto ad Erfea non posso che darti ragione…purtroppo la sua separazione da Miriel è molto triste e credo proprio che, pur avendola accettata razionalmente, l’abbia addolorato per tutta la vita, restando una ferita in qualche modo sempre aperta.
      Ti auguro buone feste e buon anno, con la speranza di leggere presto tuoi nuovi commenti e articoli sul tuo blog:)

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      1. Grazie mille per le tue gentili parole 🙂 Non so quando riuscirò a scrivere qualcosa, avevo molti progetti per questo periodo, ma purtroppo sono sfumati… Vedremo cosa riuscirò a fare!
        Ti rinnovo gli auguri e spero di ripassare presto sul tuo blog ^^

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