L’Infame Giuramento_VIII Parte (Il colpo di Stato di Eargon)

Scrivere sulle orme di un grande autore del genere epico e fantastico come lo è stato J.R.R. Tolkien non è semplice. Non si tratta solo di una questione di stile, o di conoscenza delle lingue della Terra di Mezzo o, ancora, della Storia dei popoli che l’abitarono. La difficoltà più grande da superare è costituita dal rispetto che al suo legendarium chiunque dovrebbe portare; indubbiamente possono esservi passaggi o scelte che non condividiamo (quanti di noi avrebbero voluto che Thorin o Theoden non morissero? E che dire della sorte di Frodo, incapace di riacquistare la pace al termine delle sue sventure, che pure avevano salvato la Terra di Mezzo?), ma ritengo sia giusto accettarli così come sono stati descritti dal loro autore. Non lo sostengo solo per una questione di rispetto: si tratta, invece, di una questione di coerenza, più facile da distruggere di quanto superficiamente si possa credere. Ogni evento, se trasformato, può produrre una serie di conseguenze che rischiano di mettere a repentaglio tutta la materia tolkieniana, alla quale l’autore – non bisogna mai dimenticarlo – ho dedicato tutta la sua esistenza.
Questa lunga premessa mi serve per introdurvi alla conclusione de «Il Racconto del Marinaio e dell’Infame Giuramento», nella quale, come avrà intuito chi ha letto le parti precedenti, il destino di Erfea, Miriel e dello stesso Pharazon, naturalmente, conoscerà una svolta drammatica.
Non si può nascondere che non ci sarà un lieto fine. Avrei voluto, certamente, che Miriel non cedesse alle lusinghe e alle minacce di suo cugino Pharazon; tuttavia, così facendo, avrei cambiato l’intero corso della Storia e non era questa la mia intenzione.
Che l’ascesa di Pharazon abbia inizio, dunque…non prima, tuttavia, che avvenga un vero e proprio colpo di scena…

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«Giunti che fummo innanzi ai cancelli del palazzo reale, il Maggiordomo del Palazzo venne da noi, ordinando di deporre le armi che recavamo seco: “Signori dello Hyarrostar, nessuno meglio di voi dovrebbe conoscere le leggi di questa contrada; certamente, rimembrerete che mai alcun Senatore o Membro del Consiglio dello Scettro abbia fatto il suo ingresso alla sala del trono adorno di simili cimeli!”
Fredda fu la mia risposta: “Né, tuttavia, si era mai visto che un membro della famiglia reale osasse usurpare il trono al legittimo sovrano; se grande è la nostra colpa, piccola essa sembrerà dinanzi a simili crimini. Perché dunque non rivolgesti le medesime ammonizioni ai Neri, che osarono fare il loro ingresso in questo palazzo, sprezzanti di qualunque autorità?”
Il Maggiordomo, allora, chinò il capo e più non parlò, ché grande era in lui la vergogna; i pesanti battenti furono aperti e facemmo il nostro ingresso nella Sala Circolare, ove si tenevano le riunioni del Senato e del Consiglio dello Scettro nei rigidi mesi invernali: due ordini di scranni correvano lungo tutto il muro, aprendosi solo dinanzi all’ingresso. Al centro, vi era un alto trono in marmo, posto su di un’ampia predella che si levava dal basso verso gli scranni della seconda fila; sappiate, amici, che codesti erano i posti assegnati a coloro che appartenevano alla fazione sostenitrice del Sovrano; grande perciò fu la nostra inquietudine, allorché l’Araldo del Sovrano diede disposizione affinché occupassimo la prima fila di scranni.
Nessuna parola fu pronunciata, né inchino mostrato; silenti e scuri in volto, prendemmo posto accanto ai nostri congiunti; ivi eran anche Amandil, Elendil ed Isildur, seguiti da Brethil l’Orbo: allorché si avvide che i Principi dello Hyarrostar erano con lui, Elendil prese a sussurrare al mio orecchio parole intrise di timori e rancori: “Erfea, questa è una trappola! Mai avremmo dovuto seguire i consigli di chi, per ingenuità o per follia, esortò i nostri voleri a prendere una decisione che arrecherà infinite disgrazie alla fazione dei Fedeli!” Isildur, tuttavia, mostrando infinito sprezzo del pericolo, accarezzò cupo l’elsa della sua nobile lama e parlò: “Fosse anche come tu dici, padre, pure vi sono qui campioni che i seguaci di Pharazon si pentiranno di aver convocato dinanzi a loro!”

Il primo oratore, dopo aver atteso che il brusio dei presenti fosse scemato, si inchinò dinanzi ai senatori e ai principi del Consiglio dello Scettro, dichiarando che la seduta era aperta; fu allora che mi accorsi quanto ciascun Uomo presente in quella sala, sia che egli sostenesse la causa di Numenor, sia che ambisse esercitare il potere su di essa, nutriva nel suo cuore le medesime paure ed ambizioni; non vi era nessuno, infatti, che non mostrasse apertamente le proprie armi. Alcuni senatori giunsero a pronunciare i propri discorsi impugnando con la sinistra le preziose pergamene sulle quali erano trascritti e posando la destra sull’elsa della lama che recavano seco.
Infine, allorché gli oratori appartenenti agli ordini più bassi ebbero terminato di parlare, un minuscolo uscio sulla sinistra fu aperto e Tar-Miriel fece il suo ingresso nella sala.

Erfea tacque per qualche attimo, rimembrando lo sconforto che l’aveva preso allorché i suoi occhi l’avevano veduta dopo lungo tempo; infine, proseguì la sua narrazione e la sua voce mutò, divenendo remota agli orecchi dei Signori dei PopoliLiberi:
“Ridotta a poco più di un pallido fantasma anelante alla vita, la figlia di Tar-Palantir sedette sul trono marmoreo al centro della sala; così esile era divenuta, che i massicci monili dorati, mai indossati prima di quel momento, parevano ceppi ai quali era ancorata, anziché tesori di inestimabile valore; gelido ed impassibile fu il mio animo in quell’ora, eppure non potetti distogliere lo sguardo dal suo sembiante ed ella fu consapevole della mia presenza; allora uno spento sorriso le illuminò il volto e in esso erano visibili tutti gli anni della nostra giovinezza, quando non ancora il nome di Pharazon era stato udito a Numenor e si ascoltavano canti lieti echeggiare in quelle medesime volte ove adesso regnava il Terrore.
La regina ascoltò con estrema attenzione le richieste dei suoi sudditi ed essi parevano indifferenti a quanto era accaduto di recente; si discusse della cattiva stagione del grano e del farro, e si stabilì un calmiere per i generi di prima necessità; tuttavia, non una voce si levò dagli scranni ove sedevano i membri del partito dei Fedeli, avvedendosi che codesta era solo una farsa; eppure, le sventure più gravi dovevano ancora giungere.

A metà mattinata, prima che le campane suonassero la quarta ora dopo il sorgere del sole, Eargon, che parimenti si era astenuto dall’intervenire sino a quel momento, chiese udienza presso la sovrana, domandandole che un suo capitano potesse far ritorno dall’esilio ove era stato confinato alcuni anni prima; nonostante il diniego che Tar-Miriel oppose a tale richiesta, egli insistette e si approssimò al trono; giunto dinanzi alla sovrana, continuando a scongiurarla di mutare parere, ecco che afferrò l’argentato scettro e lo inclinò verso il basso: come ci avvedemmo in seguito, quello era il segnale della rivolta.
Con una forza che sorprese tutti, Tar-Miriel afferrò l’Uomo, mentre la sua voce si levava alta nella sala, pronunciando queste parole in Quenya: “Dannatissimo Eargon, cosa fai?” Quello, allora, per tutta risposta, sguainò la sua lama e, rivolto ai Neri che erano sovra di lui, così parlò in Adunaico: “Fratelli, aiutatemi!”
Un gran numero di arcieri apparve allora sugli spalti interni e presero a colpire i senatori della nostra fazione; ancor prima che essi, però, facessero il loro ingresso nella sala, Isildur comprese quanto era in procinto di accadere: con un urlo, egli impugnò la spada e balzò in avanti, consapevole che i Neri avrebbero impiegato alcuni istanti per discendere dagli scranni superiori, appesantiti com’erano dalle armature che indossavano; giunto che fu dinanzi al figlio di Morlok, tentò di trucidarlo con un colpo ben assestato. Eargon, tuttavia, essendo più esperto ed accorto, scansò abilmente il fendente del suo avversario e lo abbatté con lo scettro che aveva sottratto alla regina, colpendo allo stesso tempo il capo di Tar-Miriel con l’elsa della spada; tutt’intorno, intanto, le spade mulinavano e le frecce fischiavano. La Sala Circolare, che mai aveva conosciuto la follia degli Uomini, divenne teatro di una grande carneficina; io combattevo al fianco di mio padre Gilnar e molti dei Neri giacevano caduti ai nostri piedi; infine, mi avvidi che Eargon si apprestava a trascinare il corpo esamine della sovrana in alto, lì ove occhi indiscreti non avrebbero potuto scorgere le nefandezze che il suo animo oscuro avrebbe desiderato soddisfare con la sua prigioniera: con un balzo imperioso, gli fui accanto, sbarrandogli la strada. Una freccia fischiò nell’aria, conficcandosi nella mia spalla destra; ferita non letale, ma profonda, sicché fu con immenso dolore che mi apprestai a duellare con il figlio di Morlok; egli sorrise compiaciuto allorché si avvide della mia ferita e levò in alto l’elsa della sua spada, i cui rubini rischiarati dalla tremula luce delle torce, parvero illuminare la lama di una sinistra aura rossastra; Sulring rispose allora con il suo azzurro baluginare ed il duello ebbe inizio».

33 pensieri riguardo “L’Infame Giuramento_VIII Parte (Il colpo di Stato di Eargon)

  1. Ottima introduzione, se bisogna fare una opera derivante da Tolkien bisogna seguire le sue linee guida ogni tanto si può fantasticare, ma sempre rimanendo in quel che lui ha scritto, tu per ora lo hai fatto abbastanza bene (abbiamo avuto il nostro alterco, quella del nome segreto, ma risolta).

    NN mi aspettavo che ci fosse questo atto violento, ricorda molto le Nozze Rosse della serie trono di Spade, ma dato che nn l’hai visto forse si può ricondurre all’evento che ispirò Martin ovvero la Cena Nera del 1440, anche se gli eventi accaduti sono capitati durante un banchetto, qui invece durante una trattativa a parlamento, ma il fine è lo stesso: eliminare la fazione avversaria ribelle, però considerando l’infamia dei Numenoreani Neri l’evento può essere molto plausibile, ci sta.

    Fammi capire: Eargon ha preso lo scettro a Miriel e poi lo ha usato per atterrare o disarmare isildur? In ogni caso grande impresa considerando che in futuro isildur sconfiggerà Sauron (indebolito, oppure distratto).
    Per caso Eargon ha ricevuto qualche insegnamento nella scherma da Adunaphel? sembrerebbe di sì, correggimi se sbaglio.
    E per caso la spada di Eargon è incantata da qualche diavoleria dei Nazgul? anche questo sembra di sì proprio in contrapposizione a Sulfring e anche perché dopo il Re Stregone e Akhorahil, Eargon sembra l’essere umano che maggiormente odia Erfea, forse insieme a Pharazon, ma ho percepito maggiormente l’odio di Eargon verso Erfea, insomma Pharazon lo odia perché gli mette i bastoni fra le ruote ed è il principale avversario, insieme ad Amaldil ai Numenoreani Neri, invece Eargon lo odia perché è la sua nemesi, il suo rivale, il suo opposto e anche per la sua smisurata ambizione (anche lui sa che Erfea è un ostacolo). Ho interpretato male Eargon?

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    1. Insomma Eargon è sempre stato invidioso di Erfea e ha deciso di odiarlo (come se dicesse: ” guarda Erfea com’ è valoroso e nobile, mi da il voltastomaco, gliela farò pagare per quante volte ha ostacolato Uomini del Re”) e magari Adunaphel ha sfruttato questo suo odio per manipolarlo.

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      1. Ti ringrazio per i tuoi commenti e per aver apprezzato i miei sforzi nel cercare di tenermi fedele alle linee narrative sviluppate da Tolkien. Per la scena in cui Eargon aggredisce la regina mi sono ispirato all’omicidio di Cesare, così come ci è stato trasmesso da Svetonio: egli scrisse che Casca, uno dei cesaricidi, si avvicinò al dittatore con la scusa di voler chiedere la grazia per un suo conoscente e quando gli fu vicino gli tirò la toga, colpendolo al collo e scatenando così l’aggressione anche da parte degli altri congiurati. A quel punto Cesare avrebbe esclamato in latino: «Dannatissimo Casca, cosa fai?» e questi, rivolgendosi agli altri congiurati in greco, avrebbe lanciato un accorato appello: «Aiutatemi, fratelli!». Questa scena drammatica mi ha sempre colpito e quindi ho deciso di inserirla nei miei racconti.
        Quanto alla personalità di Eargon, direi che il tuo quadro è molto azzeccato: egli è geloso di Erfea, probabilmente perché in fondo avrebbe voluto godere della stessa stima che questi godeva da parte della regina. Nelle concitate fasi che seguono all’attacco, egli colpisce Miriel alla tempia con l’elsa della sua spada per farla svenire e con lo scettro, strappato dalle mani della regina, colpisce Isildur; effettivamente si tratta di un guerriero molto esperto, in grado di mettere in difficoltà anche un pur sempre giovanissimo Isildur. Credo, come te, che la sua spada fosse stata incantata da Adunaphel: si tratta, inoltre, di un omaggio ai film di Star Wars, nei quali le spade dei Jedi emanano luci azzurre o verdi e quelle dei Sith rosse. Posso qui anticiparti che il colpo di stato di Eargon è perfettamente inquadrabile nel più ampio piano di Pharazon di prendere il potere…

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      2. Grazie delle info, ottimo la citazione a Cesare, forse sono meno contento all’omaggio a Star Wars visto che sono in contrasto con molti fan di Star Wars poco obbiettivi, preferisco ricondurre tutto a una stregoneria dei Nazgul, un po’ come il Re Stregone infiamma la spada.

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      3. Indubbiamente c’è lo zampino del Re Stregone e non potrebbe essere diversamente; per il resto si tratta per l’appunto di un simpatico omaggio a una serie che ha cambiato il mondo della fantascienza, anche se, personalmente, non è tra le mie preferite.

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      4. Il bello che Lucas ha ammesso che il Signore degli Anelli ha influenzato Star Wars, quindi senza Tolkien nemmeno Star Wars ci sarebbe stato per come lo conosciamo.
        Le tue saghe preferite quali sono? (in generale)

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      5. Beh, mi è molto piaciuta la saga di Terramare di Ursula Le Guin…adesso sto leggendo Harry Potter e sono arrivato al quarto libro…

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      6. Sarebbe stato un brutto colpo per me.
        Che ne pensi di Voldemort come antagonista? Meglio di Sauron oppure Darth Vader? Per me no.
        Ti consiglio fortemente Le Cronache del Ghiaccio e del fuoco o Trono di Spade , lasciando perdere quell’orrore di serie Tv (ma sempre vedila per farti una tua idea), come letture è piacevole.
        Lo so che nn sei un videogiocatore, ma in quest’ultimo anno ho giocato a Witcher 3, molto bello con la storia che si evolve in base alle tue scelte, quindi dato che deriva da un libro consiglio anche quello (ancora nn ho letto, ma lo voglio recuperare).

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      7. Non posso ancora esprimere un parere pieno su Voldemort perché sono arrivato solo al 4° libro e di solito preferisco aspettare di arrivare alla conclusione di un romanzo prima di giudicare. Per adesso posso dirti che qualche spunto interessante c’è, ma mi sembra ancora un personaggio poco delineato…vedrò se nei seguenti volumi prenderà una caratterizzazione più precisa. Game of Thrones ho finito di vederla pochi giorni fa: mi è sembrata ben fatta, ma non ho letto i romanzi di Martin per poter giudicare se siano stati resi bene o meno.

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      8. A me è piaciuta, perché certe caratteristiche delineate nelle stagioni precedenti sono emerse in modo chiaro e talvolta drammatico. L’unico personaggio per il quale sono rimasto male è Jamie, che speravo si fosse redento del tutto e invece ha preferito morire con la sorella/amante. Forse criticabile la morte del Re della Morte (un po’ troppo hollywoodiana, se vogliamo), ma nel complesso non male. L’unica cosa che mi ha lasciato davvero di stucco è stata la mancata condanna a morte di John Snow dopo aver ucciso Daenerys: se razionalmente Vermegrigio ha fatto bene (si trattava pur sempre di un ostaggio importante, da scambiare eventualmente in una trattativa), resta pur sempre valida l’impressione degli Immacolati come guerrieri dotati di poca diplomazia. A proposito di guerrieri, secondo te che fine hanno fatto i Drodaki?

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      9. Tornati nella loro terra a razziare e saccheggiare.
        Ti è piaciuta e convinto la follia di Daenerys? Ti è piaciuta la battaglia con gli Estranei con quei orrori strategici e di sceneggiatura (comparse attaccate in 3000, eroi attaccati 1 alla volta)?

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      10. La battaglia con gli Estranei è stata un po’ troppo compressa (e si vedeva anche male, troppo poca la luce, capisco che era notte, ma dovevano rendere le scene più visibili). Poi mi ha stupito apprendere che alla fine su 8000 immacolati ne erano sopravvissuti comunque la metà…come caspita hanno fatto? Boh…

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      11. NN mi hai risposto sulla follia di Daenerys.
        Adesso ti dico perché a me ha fatto cagare e mi ha messo il nervoso per 3 mesi e grazie a Dio c’eri tu con quest’opera scritta bene a tirarmi su il morale e che davi giustificazioni sensate e nn del cazzo come quelle date dai 2 dementi.
        1) Bttaglia con gli Estranei: è bella ma ci sono orrori strategici e di sceneggiatura che mi fanno imbestialire e loro hanno detto che sarà più bella del Fosso di Helm (per tutti è più bella il Fosso di Helm e nn so perché, ma io ritengo migliore quella a Minas Tirith ), la cavalleria mandata così frontalmente verso un nemico sconosciuto e di notte, (la scena è bella ma se ci pensi è senza senso), vengono travolti da quella valanga di nn morti per poi vedere Brienne presa da un gruppo di nn morti e salvarsi subito dopo grazie a Jaime, cos’era tutti i nn morti che l’hanno presa erano senza denti e senza mani dato che abbiamo visto che in passato appena atterravano un avversario lo macellavano letteralmente (battaglia di aspra dimora), il fossato di un metro, perché cazzo nn lo hanno fatto di 3 metri e quando gli danno fuoco, bastava un corno per avvisare uno dei cavalieri dei draghi per accendere il fossato e se vedi attentamente Jon Snow è lì sul muro, quindi anche se nn vedevi i segni potevi farlo sentire, poi si accende il fossato e perché cazzo nn cominciate a bruciare le prime fila, li rallenteresti di brutto, poi passano le mura e perché nn gli lanciano addosso le pietre (il bello che lanciano le pietre nella battaglia contro i Bruti e contro Stannis), sono nn morti quindi ne uccideresti anche di più. Il Re della notte fa risorgere i morti circondando Jon Snow, li vedi che li sono a mezzo metro, lui fa un fendente aveva schiena scoperta, un nn morto alle spalle lo avrebbe fatto a pezzi, invece dopo si vede che i nn morti alle sue spalle erano lontani da lui 3 metri, cos’ha fatto per salvarsi da tutti quelli vicini ha lui, poi viene Daenerys a salvarlo e va benissimo.
        Il fuoco di Vyserion (quello nn morto) può distruggere le mura ma quando Jon si nasconde dietro un muro nn ha l’effetto visto poco fa, ma considerando che nn ha il Re della Notte a cavalcarlo e ha avuto uno scontro impegnativo con i draghi, può essersi indebolito quindi qui sono magnanimo.
        NN va bene che le comparse me le ammazzi in un rapporto 300 a 1 e gli eroi sono attaccati uno alla volta, tanti sarebbero dovuti morire se si osservano le scene come Jaime, Brienne, Sam e Jon.
        Tyrion uno degli uomini più intelligenti mai apparsi, sapete che il nemico fa risorgere i morti e poi cosa fai, li portate nelle cripte (anche l’attore di Tyrion dice questa cosa con sarcasmo, come per dire è scritta male)
        Veniamo al Re della Notte, mi fa incazzare nn il chi, ma il come, ora se ci fosse stato uno scontrocon gli altri eroi (Jon, brienne, Jaime, Jorah e altri) e poi nel momento di trionfo veniva Arya a ucciderlo mi sarei solo lamentato del fatto che Arya ha ucciso 3 antagonisti principali (Petyr, Walder Frey e Re della Notte, va bene i primi 2 che sono i responsabili della rovina degli Stark, ma pure il Re della notte che conosci da 3 settimane per accontentare i fan di Arya che le sue soddisfazioni le ha avute). Poi da dove cazzo è saltata? se vedi l’ambiente è tutto pianeggiante con l’albero in mezzo e le mura a 10 metri di distanza e lo spazio è pieno di nn morti, quindi ha fatto un salto in 10 metri di lunghezza e 7 in altezza e nn mi venite a dire che è stata addestrata dal Dio dai mille volti, nn è una giustificazione, poi se mi dice che l’ha ucciso lei perché lei è la morte equilibrata invece lui è la Morte senza controllo andava bene, ma sai cos’hanno detto? Hanno detto ” ci siamo immaginati Arya uccidere il Re della Notte perché nn vogliamo che sia Jon ha farlo, ci piace Arya” è una giustificazione del cazzo sfruttando anche quello che dissero nella terza stagione dicendo che chiuderà occhi marroni verdi e blu, scusami è troppo poco considerando che le persone hanno occhi blu, l’ho trovata una paraculata terribile. Anche gli altri estranei che nn fanno nulla altra cosa che mi fa dire, ma perché stanno li a fare le belle statuine.
        Mostrarmi che il Re della Notte era così facile da ammazzare mi ha fatto pensare al perché nn avete organizzato una missione con Ninja addestrati, di sicuro lo facevate fuori. Mi hanno dipinto gli estranei come invincibili e poi me li avete mostrati molto più deboli di quel che sembravano.
        Secondo me questa battaglia la dovevano vincere gli estranei con i buoni che facevano saltare in aria Grande inverno per rallentarli e diminuire l’esercito nn morto, hanno dimostrato che alla prima battaglia seria con loro che si organizzano li potevano fermare.
        A me nn ha dato fastidio che nn si vedesse niente, ricordati che nel libro Minas Tirith si combatte così, totalmente al buio e ci si basa sulle fiaccole e mi è piaciuto come distraevano i draghi per nn averli sempre in campo, ma il resto mi impedisce dire che è la battaglia più bella di sempre.
        Poi la preparazione, cazzarola già al primo episodio della scorsa stagione bisognava dire di riunirsi tutti a Grande inverno perché è migliore da difendere (lo si dice nel libro e c’è la diceria di incantesimi che proteggono le mura) e poi vedi che ancora nn ci sono tutti gli uomini e nn completamente pronti quando avete cominciato i preparativi sin dal primo episodio della settima stagione, considera che la settima stagione si svolge nel giro di abbastanza mesi.

        2) follia di Daenerys: impazzisce perché nn si sente amata dal popolo e perché uccisi 2 draghi, ma che cazzata è. Per cominciare nn hanno ucciso il tuo preferito e poi realmente nn sono tuoi figli anche se li consideri tali, Daenerys ha sempre ascoltato il popolo, incatena i suoi draghi perché uccidevano bestiame e bambini, qui invece sente le campane e si mette a bruciare il popolo senza averlo ascoltato, se volevi farmela impazzire bastava che radesse la fortezza rossa (poteva raderla al suolo dopo la distruzione delle navi dato che ce l’aveva di fronte), appollaiarsi sulle rovine, dire che lei era la vera regina, il popolo avrebbe detto a causa delle menzogne di Cersei che nn era la vera regina, era un mostro come il padre e faceva il casino che ha fatto, nn perché sente le campane, è troppo poco quello che ha subito per impazzire, lei il popolo di Approdo del Re nn lo ha mai ascoltato e decide così di punto in bianco di distruggere tutto perché sente le campane, è senza senso e scritto malissimo. Ricordati la follia di Denethor com’è fatta bene, muore la moglie, ci sono Gandalf e Aragon, vede Sauron e muore il figlio preferito (nei libri, ma nel film è un po’ smerdata).
        Poi Arya rotolando si salva dal fuoco del drago e se osservi l’ambiente nn c’era nessuna rientranza o buco su cui rifugiarsi, lei facendo una capriola si salva dal fuoco di Drogon che distrugge i palazzi.
        Vermegrigio che uccide il soldato arreso nn mi piace per niente, va bene che lotta per la persona che ha ucciso la tua amata ma lui che colpe ha?
        3) Jaime che per tutte le stagioni dice che farebbe di tutto per il popolo e poi dice che se ne frega (ok questa cosa nn è piaciuta neanche a te).
        4) Ricordati anche che i Dothraki erano decimati e improvvisamente tornano in 300000. Bah? dov’erano?
        5) Daenerys poteva abbrustolire Euron Greyjoy nella puntata numero 4, perché nn lo ha fatto lì? Un Drago singolo fa un casino che nemmeno 3 draghi hanno fatto, cos’è? è diventato Super saiyan?
        6) Euron Greyjoy nei libri è un pirata circondato da esseri mistici e strani (anche lui sembra esserlo) qui è solo un pazzo e li fanno fare una morte da imbecille (ma va bene come cambiamento per semplificare poteva starci), nel libro viene detto che è la massima minaccia a Daenerys per un motivo che se vuoi ti dico.
        L’ottava stagione è bella per immagini, ma dal senso logico è un orrore di scrittura e poi doveva essere la stagione degli estranei invece l’hanno fatta tornare sulle questioni umane, infatti dopo la loro sconfitta l’interesse di molti è sceso parecchio.

        Anche la settima stagione ha degli aborti di sceneggiatura e forzature, come il Re della Notte che colpisce il drago in volo quando ai Drogon più grande e forte, fermo
        che ti da le spalle è una minchiata assurda.

        Perdona il commento lunghissimo e spero si capisca tutto quello che ho scritto

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      12. Considero le tue critiche e osservazioni ben fondate. Si ha l’impressione, infatti, che gli sceneggiatori volessero chiudere al più presto la stagione, con il solo risultato di aver evidentemente agito troppo d’impulso. Su Daenerys c’è da dire che pur non avendo mostrato segnali di quella follia che si intravede nell’ottava stagione prima di allora, si intuiva tuttavia che avesse un carattere che facilmente la portava a rispondere «al fuoco con il fuoco»: pensa a come si comporta con gli schiavisti, crocifiggendo per rappresaglia un certo numero di padroni al posto dei bambini…oppure pensa ancora al fato orribile che riserva al padre e al fratello di Sam, bruciati vivi dal suo drago (e infatti in quell’occasione Tyrion comincia, secondo me, ad avere dubbi sulla sua condotta morale).

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      13. Rispondere al fuoco con il fuoco nn significa essere folli, sono 2 cose diverse, nn ha dato segni di pazzia i 2 esempi citati da te sono un po’ diversi: è vero alcuni schiavisti nn se lo meritavano come il padre del tizio che gli chiede udienza, infatti lei si rende conto dell’errore, ma la maggior parte erano infami teste di cazzo.
        Tarly: tu dimentichi che ai Tarly ha dato la possibilità di salvarsi, poteva ucciderli subito se era pazza, invece no gli dice o vi inginocchiate o vi faccio fuori, nn è un atteggiamento sbagliato, nn è colpa di Daenerys se loro scelgono di nn inginocchiarsi, le loro motivazioni sono sensate, io dato che tengo alla mia pellaccia mi sarei inginocchiato, ma uno che se ne frega può scegliere di morire come i Tarly e credo che lei abbia scelto la morte tra le fiamme perché è la peggiore quindi da convincere tutti all’inginocchiarsi, ma i Tarly nn si sono convinti, ma cmq ha dato loro una chance, nn era pazza.
        Qui diventa pazza senza una scusa vera, è sempre stata il campione del popolo, come con i tarly da una possibilità a tutti parlandoci, qui ha parlato con Cersei, nn con il popolo a cui si è sempre rivolta, qui nn lo fa ed è troppo poco dirmi che hanno ammazzato i 2 draghi e l’amica (i 2 draghi a cui nn teneva tantissimo come a drogon), volevi rendermela pazza ok, dato che è campione del popolo mettimi che il popolo la rifiuta, bruciarlo perché ti guarda male è poco dato che sei straniera, è normale, parlaci, poi se essi nn ti accettano e tu li bruci come motivo di insorgenza di follia andava bene. Follia e rispondere a fuoco col fuoco sono 2 cose diverse.
        Prendiamo Denethor: diventa pazzo e folle perché reputa i figli morti (Faramir sarebbe morto da li a poco), è stranito per Gandalf e l’ascesa di Aragorn e in più Sauron gli logora la mente, è credibile che diventa pazzo, Daenerys no.
        Prendiamo un tuo personaggio, Miriel si comporta in modo strano, Erfea nn lo sa perché, ma noi sì e i motivi sono credibili (ricattata da nazgul e Pharazon).
        Daenerys impazzisce come se il tuo Erfea, avverso ai Numenoreani Neri passa dalla diplomazia,( io lo vedo disposto al dialogo, sono i Neri a volerlo morto e lui li combatte per uccidere solo se nn ha scelta, correggimi se sbaglio),allo sterminio di tutti i Numenoreani Neri anche quelli disposti al dialogo perché esempio, gli hanno ammazzato Elendil e Amaldil, nn credo avesse senso, se avesse avuto la mente logora, morti tutti, lo vogliono tutti morti, già se impazziva per questa cosa ultima già lo capirei di più e lo capirei (ho fatto esempi), se vuoi farmi impazzire un personaggio gli eventi che li succedono devono essere pesantissimi, quelli di Daenerys nn lo sono, nella serie, perché sono sicuro che impazzirà anche nel libro, ma li ci sono degli eventi che la possono far impazzire in un modo sensato e accetterei la cosa.
        Spero si sia capito quello che ho detto.

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      14. Sono d’accordo sul fatto che impazzire e rispondere al fuoco con il fuoco non sono la stessa cosa…quello che volevo mettere in evidenza è che reagire con brutalità dinanzi ad alcune situazioni può mettere a rischio la tua valutazione etica di ciò che è bene e di ciò che è male. Tanto per riprendere l’esempio che hai addotto, Erfea non ha mai raggiunto quella brutalità, anzi: prima o poi scriverò qualcosa sul suo disgusto nel recare la morte agli altri, anche se ne ho già accennato durante l’assedio di Osgiliath. Tornando a Daenerys, ho avuto l’impressione che fino all’ottava serie il suo personaggio avrebbe potuto avere un destino diverso: infatti, proprio su queste possibilità di redenzione, si muovono le speranze di Varys e di Tyrion. Indubbiamente una regina non può sterminare un popolo sul quale vuole regnare solo perché ha visto morire la sua migliore amica: su questo siamo perfettamente d’accordo.

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      15. Il problema è che la sua follia è scritta col buco del culo, il suo obbiettivo è distruggere Cersei, col drago lo farebbe subito e invece stermina gli abitanti senza averli ascoltati, nn uccidendo Cersi, è scritto malissimo. Nn è credibile per così poco, avesse ammazzato tutti dopo che il popolo la rifiutava esplicitamente dopo tutto quello che ha subito aveva un senso che impazziva.

        Ps. in questo momento nn posso leggere il nuovo racconto, ma lo faccio in giornata.

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      16. Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti, mi fanno davvero piacere! C’è da dire, comunque, che io ho scritto i miei racconti in quelle che potremmo definire le migliori condizioni: nessuna pressione da parte del pubblico, nessuna pressione da parte degli sponsor, nessuna scadenza da rispettare ecc. ecc. Immagino che scrivere per professione comporti spesso delle scelte incoerenti a livello di trama, che, tuttavia, possono essere ricondotte ad esigenze (economiche, promozionali ecc.) di altra natura.

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  2. Mi hai lasciato a bocca asciutta! Non vedo l’ora di leggere il duello, anche perché sei davvero dotato nel descrivere i combattimenti.
    Complimenti per l’introduzione al racconto, le cui parole condivido in pieno.
    Il racconto mi è piaciuto, specialmente la suspance che c’è prima dell’inizio del combattimento.
    Dispiace per gli avvenimenti, ma come hai giustamente notato, non puoi cambiare la storia anche se ti provoca dolore.

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    1. Eheh, allora sono stato bravo a creare suspence;) Battute a parte, ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti, mi fanno davvero piacere! Sono contento che tu condivida la mia impostazione di fondo, alla quale cerco di attenermi il più possibile.

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  3. Molto emozionante e drammatico questo passaggio! Isildur, nel suo impeto giovanile, mi ricorda un po’ Boromir 🙂 Invece la descrizione di Miriel mi ha messo tristezza! E pensare che era una delle donne più belle di Numenor…
    Parlando d’altro, approvo in pieno quello che hai detto all’inizio: bisogna sempre rispettare le scelte dell’Autore, anche quando non le condividiamo, o quando sono difficili da accettare. La partenza finale di Frodo mi spezza il cuore ogni volta, ma so che è una parte importante dell’opera, una di quelle che contribuiscono a renderla speciale e agrodolce nel finale. Anche lo scioglimento della Compagnia non è facile da sopportare, ma alla fine ciascuno ha avuto il suo ruolo e ha fatto quello che doveva… Dispiace per il povero Boromir, che è morto! D’altronde, suppongo che fosse inevitabile 😦

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    1. Ti ringrazio per gli apprezzamenti, mi fanno davvero piacere! Hai ragione, Isildur assomiglia un po’ a Boromir non solo nel carattere, ma anche nel tragico epilogo della sua vita. Rispettare le scelte degli autori, quando si decide di scrivere un racconto ambientato all’interno di un quadro narrativo già delineato, non è mai semplice…ma d’altra parte ti pone davanti delle scelte stimolanti, che contribuiscono ad arricchire le proprie creazioni narrative.

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