La fine della Battaglia della Dagorlad: la nomina dei nuovi sovrani

Care lettrici, cari lettori,
quest’oggi vi accompagnerò alla fine della battaglia della Dagorlad: dopo aver sconfitto le forze di Sauron grazie anche all’arrivo inaspettato delle forze dei Nani delle casate situate nell’Estremo Oriente (leggi La Battaglia della Dagorlad – La profezia di Oropher si compie) le schiere dell’Alleanza decidono di porre l’assedio alla dimora di Sauron, il complesso di fortificazioni turrite che prende il nome di Barad-Dur. Prima di accingersi a questo difficile compito, tuttavia, ci sono alcuni sovrani che devono essere acclamati al posto di quelli morti in battaglia…

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«Benché provati dal dolore della perdita per la scomparsa di numerosi congiunti e dalla stanchezza che la vittoria aveva richiesto alle loro membra, pure i Signori dell’Occidente esortarono le loro armate a compiere un ultimo sforzo, impadronendosi del Cancello Nero, difeso da esigue truppe nemiche; avanzarono allora i possenti Ent ed essi rasero al suolo le imponenti costruzioni che gli schiavi del nemico avevano eretto. Terrorizzate dall’apparizione delle creature di Yavanna, le tremanti schiere di Sauron dopo aver tentato di opporre loro un’effimera resistenza, si arresero, consegnando le proprie armi nelle mani dei sovrani dell’Alleanza, domando loro pietà e di aver salva la vita; magnanimi, i condottieri dell’Occidente acconsentirono alle loro richieste, ché invero essi non avevano alcuna pietà solo verso le creature della Tenebra e non desideravano che, inutilmente, la terra fosse oltraggiata dal sangue di altri figli di Iluvatar quali erano questi uomini che tremanti avevano loro chiesto mercé.

Tre giorni era durata la battaglia campale ed essa aveva mietuto numerose vite in entrambi gli schieramenti, sicché, nelle settimane successive, i soldati del vespro furono occupati nella ricerca delle spoglie degli amici, dei congiunti. Grande invero era la strage, sicché occhio umano mai avrebbe potuto scorgerne la reale estensione e sebbene la vittoria fosse loro arrisa, pure pochi o punti furono uditi canti lieti negli accampamenti che essi avevano edificato all’interno della terra nera, nella piana che era detta di Udun, non distante dalla lugubre dimora dell’Oscuro Signore, ché ciascuno lamentava la perdita dei propri cari.

Bòr, caduto mentre tentava di spezzare l’assedio che le schiere di Mordor avevano mosso a quelle di Gil-Galad e di Elendil, fu seppellito in un tumulo, come richiedeva la tradizione del suo popolo e i sovrani delle liberi genti gli tributarono grandi onori, ché egli era stato trovato con ancora l’ascia stretta nel pugno, nonostante la vita l’avesse abbandonato da tempo: accanto al suo corpo furono deposti i frammenti della scimitarra di Indur, ché tutti sapessero che era stato vittima della crudeltà del Nazgul. Lacrime amare versò Erfea, ché egli considerava l’anziano nano come un secondo padre e nei giorni seguenti nel suo animo balenarono, rapidi come voli di gabbiani nella bruma, immagini dei giorni passati, allorché egli era ancora giovane e Bòr ambasciatore della sua gente presso la corte numenoreana; spesso discorreva con Groin delle imprese che il padre aveva compiuto nei lunghi anni della propria esistenza e, sebbene il dolore scemasse, pure mai venne meno il ricordo di Naug Thalion nel cuore del Sovrintendente di Gondor.

Infine, allorché ogni cerimonia funebre fu compiuta e gli onori ai caduti tributati, il condottiero delle schiere della sesta e della settima casata dei Khazad si inchinò ad Erfea e così lo salutò: “Salute a te, Khevialath, possente tra gli uomini! Tre mesi sono trascorsi dacché comparve il messaggero alato e ci annunziò che il principe dei Numenoreani era sopravvissuto all’assedio che il Nemico aveva mosso alla città del suo popolo e che egli abbisognava dell’aiuto di quanti fossero stati in grado di offrirlo; tosto, le nostre armate furono schierate e ben m’avvedo che se fossimo giunti anche un sol giorno innanzi, non avremmo trovato che la morte ad attenderci, ché invero i servi dell’Oscuro Signore erano sul punto di sopraffare ogni vostra resistenza”.

“Grati sono i nostri animi per quanto i tuoi sovrani hanno ordinato che avvenisse, ché non attendevamo altro aiuto alle nostre armate; possano i giorni delle vostre stirpi non avere mai fine e conoscere gloria e ricchezza sufficienti a rendere a ciascuno di voi grande gioia”.

Piacque a Furin – ché tale era il nome dell’araldo e condottiero delle schiere dei re Druin e Barin – le parole che Erfea aveva tosto pronunciato ed egli si inchinò nuovamente dinanzi a lui, prima di recarsi nella sua dimora.

Nei giorni seguenti, i condottieri dell’Alleanza tennero numerosi consigli di guerra, ché numerosi capitani erano caduti nella battaglia della Dagorlad ed era dunque necessario provvedere ad attribuire tali titoli di comando ad altri delle loro stirpi. Groin, in qualità di figlio di Bòr e per il valore che aveva dimostrato nelle battaglie cui aveva preso parte, divenne il nuovo comandante delle schiere di Khazad-Dum; gli elfi di Edhellond, ancora scossi per la perdita degli ultimi sovrani che avevano condotto loro in battaglia, preferirono, data la gravità della situazione, delegare ogni scelta a giorni di pace, ché, come disse uno fra loro, “siamo della schiatta dei Noldor ed essi hanno giurato fedeltà a Gil-Galad”. I discendenti di Bòr l’Orientale, scelsero il re di Gondor come loro signore, ché messaggeri avevano loro riferito che le contrade in cui un tempo avevano abitato erano state devastate dalla guerra, mentre le donne ed i bambini erano fuggiti al di là dell’Anduin, nella verde contrada del Lebennin, ché Elendil donò loro come feudo, memore delle sofferenze che tale stirpe aveva subito nel passato, con il solo impegno di soccorrere Gondor ed Arnor qualora tali reami avessero abbisognato del loro aiuto. Piacque agli uomini del Sud tale proposta ed essi, allorché la Seconda Era ebbe termine, si stabilirono alla foce del Grande Fiume, ed i loro eredi dimorano ancora in quelle contrade. I silvani originari di Lorien, infine, inviarono rapidi araldi ad Amroth, figlio di Amdìr, il quale non aveva preso parte ad alcuno degli scontri ché era rimasto nella patria, curandosi degli affari interni del suo reame; restio era il suo volere a scendere in guerra, ché egli era simile al padre, tuttavia, allorché apprese della morte di costui non poté rifiutarsi e assunse il titolo di re e comandante delle schiere del suo popolo».

Suggerimenti di lettura:

La Battaglia della Dagorlad – La profezia di Oropher si compie

La Battaglia della Dagorlad – L’intervento di Uvatha e delle Grandi Aquile

La battaglia della Dagorlad – L’arrivo della cavalleria alleata

La Battaglia della Dagorlad – Morte di un eroe

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Il primo attacco ai Cancelli Neri

Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

 

17 pensieri riguardo “La fine della Battaglia della Dagorlad: la nomina dei nuovi sovrani

  1. Mi fa strano vedere le schiere di Sauron arrendersi adesso visto che c’è l’assedio di Barad Dur, le avrei viste di più fuggire per difendere la fortezza e chi sopravviveva arrendersi il giorno della sconfitta di Sauron.
    Devo rileggere la battaglia, ma ammetto che a una prima lettura preferisco l’assedio di Osgilliath.

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    1. Beh, tieni pur sempre conto che le schiere di Sauron – a parte quegli Uomini e gli Orchi che lo veneravano come una divinità – combattevano dalla sua parte soprattutto perché lo temevano o perché erano mercenari. Naturalmente una certa parte delle sue schiere si ritirò per difendere Barad-Dur, ma si trattò sempre di un’esigua parte rispetto al suo sterminato esercito. Pensa a quello che succede alla fine della battaglia del Morannon, nella Terza Era: solo una piccola parte di Uomini continuò a combattere per Sauron, gli altri si dettero alla fuga. Naturalmente, ciò non toglie che l’assedio di Gondor possa avere risvolti più epici; d’altra parte il vero momento epico della lunga lotta contro Sauron non è la battaglia della Dagorlad, quanto il duello finale contro Sauron stesso.

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      1. Beh nella battaglia della terza era davanti al cancello nero, gli eserciti sono spaesati perché Sauron si concentra sull’Anello e la sua mente nn è più impegnata nel controllo dei suo sgherri e quelli che combattono era per la totale reverenza verso Sauron e per il terribile odio provato verso Gondor oltre alla loro fierezza, qui invece nn ci sono eventualità del genere, e nn credo che se Sauron (o i suoi Nazgul essendo signori di uomini) assoggetti dei mercenari li lasci liberi, penso che li renda suoi schiavi come fece il Re Stregone con i draghi nell’assedio di Osgilliath da te raccontato, trovo più realistica la sottomissione dei nemici all’alleanza dopo la sconfitta di Sauron in persona ad opera di Isildur, nn adesso, con un Sauron presente e con l’Anello, io lo immagino in cima a Barad Dur intento a dominare gli eserciti e a recuperare le forze (queta immagine ce l’ho da quello che dice Tolkien che Elendil e Gil Galad lo attaccano prima che diventi troppo potente e questo spiega perchè in 7 anni di assedio nn sia mai uscito).
        Il tocco di classe di questo racconto che ho dimenticato di dire prima, da quel che ho capito è che la battaglia è stata salvata da i nani ritardatari, se fossero stati puntuali anche loro sarebbero stati sopraffatti giusto? Ho capito bene?
        Se è così, è il contrario di quanto avvenne nella Battaglia delle innumerevoli lacrime con il ritardo di Maedrhos e anche il tradimento degli orientali, qui anzi vediamo degli orientali vanificare il tradimento, insomma questo scontro è proprio la Nirnaeth inversa.

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      2. Ciò che tu scrivi è vero. Bisogna tenere conto, tuttavia, che proprio a causa del processo di recupero delle sue forze che durava sin dai tempi della distruzione del corpo mortale dopo la caduta di Numenor, Sauron non aveva il pieno controllo della situazione. La rotta dei suoi eserciti – un esito che non aveva previsto, né lui, né alcuno dei suoi comandanti, a partire dal Re Stregone – lo confuse ancora di più e questo spiega l’atteggiamento di una parte delle sue truppe che sfuggirono al loro controllo. Parliamo di decine di migliaia di soldati confusi dall’andamento bellico; paradossalmente era molto più semplice controllare tre draghi che non quella massa eterogenea di Uomini di tutte le etnie, orchi, troll ed altre creature delle tenebre. D’altra parte questa mia scelta narrativa spiega come mai Sauron dovette difendersi nella sua torre, senza cercare un nuovo tentativo di scontro in campo aperto: le sue truppe avevano subito una netta sconfitta e, cosa ben più importante, nella sua Torre riusciva a controllarle meglio, tanto da resistere 7 anni prima di cedere.
        Quanto all’arrivo dei Nani dall’Oriente, sembra proprio che sia stata un’azione dell’ultima ora, per così dire, tanto che le spie di Sauron non ne sapevano nulla: provvidenziale fu il loro essere arrivati nel campo di battaglia proprio in tempo per scontrarsi con i cavalieri di Uvatha, che misero in fuga con le loro armi atte a contrastare la cavalleria.

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      3. Magari anche le armi brandite da Elendil, Gil Galad ed Erfea visto che erano prodotte con arti speciali possono aver spinto alla sottomissione di quei mercenari a cui nemmeno Sauron reputa fondamentali a livello bellico come sono i Numenoreani neri e gli uomini del Sud e dell’Est, si può dire che Sauron ha dominato i mercenari tanto per fare numero, ma nn erano così indottrinati come gli altri, questa è la teoria che mi sono fatto.
        Per quanto riguarda la difesa di Barad Dur, citando Tywin Lannister “un uomo in cima alle mura ne vale 10 a terra” quindi conviene molto.
        Ci saranno altri racconti ed eventi sull’Assedio di Barad Dur?

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      4. Esatto! I mercenari erano anche molto superstiziosi, per cui non c’è da meravigliarsi se vedendo all’opera le possenti armi dei Signori dell’Ovest si siano spaventati e abbiano deciso di sottomettersi. Questa settimana continuerò la trattazione dell’assedio di Barad-Dur, cominciando dal racconto di un evento poco noto, ossia il ruolo svolto dai figli maggiori di Isildur nella difesa di Minas Ithil, che era stata riconquistata al Nemico prima di scatenare l’offensiva finale alla Dagorlad.

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      5. Ma più che superstizione dei mercenari io direi di proprietà delle armi come sulfring che permise ad Erfea di contrastare i Nazgul diverse volte o magari, essendo Elendil ed Erfea grandi signori di uomini di alto lignaggio con il primo vicinissimo al lignaggio dei Re di Numenor ed Erfea un Paladino veterano, forse qualche potere sulle menti deboli dei mercenari possono esercitarlo.
        Sono contento che si narri ancora degli eventi accaduti durante i 7 anni.

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      6. Sì, continuerò a narrare gli eventi di quegl’anni, anche se, come è giusto aspettarsi per essere in linea con quanto narrato da Tolkien, il peso di Erfea in quegli eventi fu piccolo…

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      7. Ho ripensato alla questione della sottomissione di alcuni uomini all’Alleanza ed ora credo che ci possa stare dato che nel Silmarillion dice che orchi e uomini temono la spada di Elendil, magari per Numenoreani neri ed Esterling e Haradrim sia più difficile dato che sono stati molto di più indottrinati, ma su altri uomini ci può stare.
        Ho dimenticato di dirti che ho apprezzato che hai fatto distruggere le porte del cancello nero agli Ent, io nella mia personale visione immaginavo Isildur, Anarion, Glorfindel e qualcun altro andare al cancello e lottare per fare in modo che rimanga aperto in modo da fare entrare, l’esercito a Mordor, ma anche questo intervento degli Ent mi è piaciuto

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      8. Ti ringrazio, effettivamente credo sia stato un bel colpo di scena quello di far intervenire gli Ent per far crollare il cancello nero, deve essere stata una scena di una potenza meravigliosa!

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      9. Bella domanda! In realtà non me ne sono dimenticato, però è anche vero che sembra scomparire dalle storie dell’epoca…forse tornò a Nord, non volendo perdere la propria vita come accadde ai suoi fratelli caduti durante l’assedio di Gondor…

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      10. mmh, peccato, sarebbe stato carino vederlo contro l’alleanza insieme altri draghi, però per come l’hai messa tu in quel periodo Sauron è ancora debole e già i draghi fecero un po’ di resistenza alla sottomissione, anche se da creature malvagie forse l’assoggettamento poteva essere migliore, però è anche vero che i draghi contro le difese di osgiliath nn sono stati poi così determinanti anche se hanno creato un varco e magari Sauron ha dato maggiore credito all’armamentario dei Numenoreani Neri.
        Forse lui è il padre di Smaug

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      11. Eh, sarebbe una bella cosa, purtroppo credo che appartengano a due specie diverse: i draghi della Seconda Era che ho citato nei miei racconti, infatti, emettono fluidi di azoto alla temperatura vicino allo zero assoluto, mentre sappiamo che Smaug emetteva le classiche fiamme. D’altro canto il loro intervento nella storia confermerebbe la presenza di un numero discreto di draghi nelle Brughiere Aride ben prima del loro risveglio nella Terza Era, quando presero a saccheggiare le dimore dei nani nelle Montagne Grigie…

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