La battaglia della Dagorlad – L’assedio alla Barad-Dur

Care lettrici, cari lettori,
quest’oggi vi presenterò l’ultimo brano tratto da «Il Racconto del Marinaio e della Grande Battaglia» che vi ha accompagnato in queste ultime settimane: scoprirete in che modo fu condotto l’assedio di Barad-Dur, la grande torre che Sauron aveva costruito nella Seconda Era come dimora a sua difesa dei nemici. Sarà un assedio lungo e che richiederà un alto tributo di sangue, come sa chi ha letto le appendici del Signore degli Anelli: per tutti i miei lettori, comunque, sarà l’occasione di ricordare una pagina drammatica di quegli anni. Al termine di questo brano vi suggerisco di leggere quella che è la vera conclusione di questo racconto: L’ultima battaglia della Seconda Era, che racconterà della sconfitta finale di Sauron e del (piccolo) ruolo che Erfea ricoprì in quel caso…

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

Immagine in copertina: Barad-dur and the Lord of the Nazgul by DonatoArts

«Due giorni dopo la caduta dei Cancelli di Mordor, giunsero ai Signori dell’Alleanza liete novelle: una grande aquila, araldo di Ar-Thoron, comunicò loro la sconfitta subita da Ren il Folle per mano degli eredi di Isildur e di Anarion: “Invero grande è stato il valore mostrato da Elendur e da Meneldur – tali furono le parole del messaggero di Manwe –  ché non solo hanno messo in fuga al nemico, ma anche conquistato il valico di Cirith Ungol, sicché nessun rinforzo potrà ora giungere al Nemico per quella via ed egli è chiuso tra il martello e l’incudine”.

Lieti furono allora i volti di Isildur e di Anarion ed essi si strinsero in un fraterno abbraccio, orgogliosi per quanto avevano saputo mostrare i figli; tuttavia, Erfea, pur condividendo la medesima gioia, ammonì i comandanti con tali severe parole: “Esultiamo per la sconfitte che il Nemico ha testé subito, ma non obliamo che tale guerra è ancora lungi dal concludersi e che saranno necessari anni perché la dimora di Sauron cada e le nostre contrade possano conoscere l’agognata pace”.

Un inquieto silenzio scese allora fra quanti ascoltarono tale affermazione ed Elendil espresse ad alta voce le perplessità che ognuno provava nel profondo del proprio animo, ad eccezione, forse, di Gil-Galad e Cirdan: “Perché asserisci questo? Forse che le armate di Mordor non sono state messe in fuga e gli Ulairi non si nascondono ora negli antri profondi di Barad-Dur? Forse che i cancelli che custodivano l’ingresso alla terra nera non giacciano ora distrutti e non sono divelte le orgogliose serrature che un tempo ne tutelavano l’oscuro ingresso? Perché dovremmo noi temere colui che non è più in grado di muovere guerra contro la maestà dei popoli liberi?”

A lungo Erfea rimase in silenzio, forse temendo di rivelare quanto il suo cuore temeva in quell’ora oscura; infine, scuro in volto, così egli parlò: “O re, una parte della verità è stata svelata ai nostri sguardi e raccontata alle nostre orecchie, eppure, sappi questo, ché ancora numerose armate attendono all’Est, sicché, mentre noi discorriamo in tale luogo, esse si radunano ed accorrono sotto il vessillo di Sauron; amara sarà la sua resa, ché essa richiederà un alto tributo di vite e ognuno di noi verserà amare lacrime”.

Impallidì Elendil, ché egli aveva compreso, unico fra i Dunedain, a cosa alludesse il Sovrintendente di Gondor costì parlando; pure, parole non seppe adoperare per rispondergli ed abbandonò il consiglio di guerra: stupiti e turbati, gli altri capitani presero a mormorare quanto i loro pensieri celavano e più non discorsero di quanto si erano inizialmente preposti di affrontare.

Invero, quanto aveva affermato Erfea si rivelò veritiero, ché, lungi dall’essere sconfitto, il Signore di Mordor aveva radunato nuovi eserciti e, pur non disponendo di schiavi a sufficienza per muovere all’attacco, difese a lungo la sua fortezza, provocando con improvvise sortite e con sortilegi, che atterrivano i mortali come gli immortali, gravi perdite fra quanti erano dell’Alleanza. Cadde, dunque, Anarion, secondogenito del sovrano dei reami in esilio, colpito da un oscuro proiettile scagliato dalla torre oscura mentre egli tentava, invano, di raggiungerne il possente cancello e con lui molti dei signori di Gondor, accorsi a difenderlo con i loro scudi ed i loro corpi; altresì, perirono Furin della sesta casata dei Naugrim combattendo contro un possente troll, Thur, condottiero delle schiere di Belegost, trafitto da un dardo avvelenato, Eorsen, principe del Rhovanion e congiunto dell’Alto Theng, Aldor Roch-Thalion ed altri, i cui nomi sono andati smarriti nel corso dei secoli».

Suggerimenti di lettura:

L’ultima battaglia della Seconda Era

La fine della Battaglia della Dagorlad: la nomina dei nuovi sovrani

La Battaglia della Dagorlad – La profezia di Oropher si compie

La Battaglia della Dagorlad – L’intervento di Uvatha e delle Grandi Aquile

La battaglia della Dagorlad – L’arrivo della cavalleria alleata

La Battaglia della Dagorlad – Morte di un eroe

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Il primo attacco ai Cancelli Neri

Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

 

16 pensieri riguardo “La battaglia della Dagorlad – L’assedio alla Barad-Dur

  1. Mi aspettavo un racconto a parte per la morte di Anarion visto il legame avuto con Erfea e magari un ultimissimo confronto tra Erfea e il Re Stregone oppure con Akhorahil dato che mi sono sembrati i suoi acerrimi nemici, magari farai qualcosa in seguito, però dai va bene così anche se mi dispiace che per l’assedio di Barad Dur ci siano state queste poche righe, mi sa che hai preferito narrare altre eventi come l’infame giuramento, la difesa di Osgiliath e il peregrinare di Erfea.

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    1. Hai ragione si tratta di una parte del racconto piuttosto scarno…d’altra parte Erfea sentiva che il suo ruolo stava venendo meno e, come credo avrai intuito, aveva profetizzato la morte di Anarion. Ecco, credo che quella perdita sia stata una delle più difficili da sopportare e forse è anche per questa ragione che Erfea, nei suoi resoconti, non dedica molto spazio a quegli eventi. Il suo nemico, come tu stesso hai giustamente riconosciuto, fu il Re Stregone: Sauron era il naturale avversario di Elendil e Gil-Galad.

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      1. Magari Erfea era anche un po’ stanco per i viaggi, per i scontri con i Nazgul all’apice della loro potenza, la disgrazia della sua famiglia e l’amore perduto di Miriel , forse queste cose lo hanno un po’ logorato

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      2. Beh anche Elendil che ha qualche anno meno di Erfea, mi sembra 5, ma nn mi sembra così stanco come Erfea anzi lo temono come guerriero, nonostante i tempi difficili che ha vissuto Elendil, nn sono paragonabili ha cosa ha affrontato Erfea.

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      3. Esatto. Elendil, pur essendo quasi coetaneo di Erfea, aveva vissuto una vita meno difficile, e soprattutto si era «reinventato» per così dire, nei panni di Alto Re dei Numenoreani in esilio. Ad Erfea non restava più nulla: dopo aver fermato il Re Stregone dinanzi ai Cancelli di Osgiliath, il suo ruolo nella Terra di Mezzo diventò sempre più marginale. Avrebbe potuto arrivare a combattere contro Sauron, se questi non fosse stato fermato prima da Elendil e Gil-Galad, ma come ho avuto modo di spiegare anche in passato, i suoi nemici erano i Nazgul, il Re Stregone in primis.

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      4. Forse a malincuore ha pure organizzato le difese di Osgiliath, la sua ultima grande impresa, sperava in un po’ di pace, ma l’amicizia con Anarion e il suo essere ligio al dovere gli ha fatto prendere in mano la situazione. Queta è un’idea che mi sono fatto.

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    1. Una bella domanda! Confesso però che fino ad ora di Meneldil e dei suoi fratelli non ho avuto modo di parlare, salvo che in questo brano…posso però anticiparti che ritroverai Meneldil nella fine della Storia di Erfea.

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      1. Ho visto che alcuni hanno sottoposto che gli altri figli possano essere femmine, ma visto che il problema della successione in base al sesso è avvenuta durante la terza era io penso che i primi figli siano morti, forse durante le persecuzioni, qualche agguato da parte dei numenoreani neri, o morti durante gli attacchi a osgiliath oppure si potrebbe azzardare che avessero patteggiato con gli uomini del re, ma preferisco immaginare che siano morti nel periodo tra il regno del terrore di pharazon e la guerra con Sauron

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