Storia di Miriel – Un’amicizia pericolosa

Care lettrici, cari lettori,
quest’oggi voglio presentarvi l’ultimo brano scritto – per il momento – de «Il racconto della Rosa e del Ragno» che vi ha accompagnato in queste ultime settimane. L’articolo precedente – che potrete leggere (o rileggere) qui: Storia di Miriel – Tessitore di tenebra… – si è concluso con la decisione di Pharazon di recarsi a fare visita a sua cugina Miriel per capire quali sono i motivi che l’avevano spinta a incontrare Erfea. Spero di poterlo riprendere quanto prima, ma non temete! Nei prossimi articoli avrò modo di riprendere altre storie, altri racconti che spero potranno incontrare la vostra approvazione.

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«L’ora del vespro si approssima – così le parlò [Pharazon], spuntando ratto da una robusta ginestra in fiore – e tuttavia vedo ancora, Lossë [Rosa, in elfico], che ti attardi ove nessuna compagnia può disturbare i tuoi pensieri. Profonda è divenuta dunque l’influenza del figlio di Gilnar, se egli ha posto nel tuo cuore la medesima solitudine che alloggia nel suo animo». Rise con eleganza, indi, con gesto rapido della mano sinistra, porse un fiore di orchidea alla cugina, inchinandosi leggermente: bianca era la superficie del fiore, eppure screziata di un colore azzurro notte, ché era – come ebbe a concludere il giovane – un omaggio agli occhi della principessa. Miriel sbatté leggermente le palpebre e sussultò portandosi d’istinto una mano al petto, come se si accingesse a parare un colpo invisibile; sebbene fosse ormai avvezza ai modi teatrali del cugino, non poté impedirsi, tuttavia, di esitare allorché la sua voce risuonò bassa alle sue spalle. «Sei solito recarti a farmi visita negli orari più imprevisti, caro cugino – tali furono le sue parole di benvenuto, seguite da un grazioso inchino che le scompigliò leggermente la capigliatura, resa leggermente rossastra dall’ultima luce morente del sole primaverile – sempre che qualcosa abbia attirato la tua attenzione tanto da farti rischiare una dura reprimenda nel caso i tuoi movimenti siano stati scorsi da occhi vigili».

«Sei abile a occultare i tuoi pensieri, figlia di Palantir – le rispose lui beffardo – dì piuttosto che la mia presenza ti risulta sgradita, ché le tue parole avrebbero dovuto alludere ai miei capricci anziché alla mia scarsa considerazione degli orari cari ai gentiluomini e alla dame di questa isola». Avanzò di qualche passo, avendo cura di non rivolgerle mai lo sguardo, limitandosi a osservare i boccioli del roseto che permeavano della loro fragranza il quieto meriggio. Arricciò delicatamente il labbro inferiore, quasi che un oscuro pensiero lo avesse turbato, indi riprese a parlarle: «I nostri padri erano soliti sostenere che nel nome di un uomo risiede la sua sorte; ebbene, non pare anche a te curioso come il figlio di Gilnar non aneli per nulla al mare e trascorra il suo tempo, invece, a domare le bestie selvatiche che suo padre tiene in gran conto, non essendo forse uomo avvezzo a quella ricchezza che il suo lignaggio avrebbe dovuto suggerirgli di considerare in modo benevolo?»

«Il tempo di Earien gli appartiene, e non vedo perché dovresti corrucciarti in merito a una scelta che non comprendi – le rispose lei, ancora divertita per la sua malizia, nonostante muovesse leggermente la mano destra per nascondere una ciocca ribelle che le cadeva sulla chiara fronte – Quanto a suo padre, perché dovrebbe rifiutare i doni che i Popoli della Terra di Mezzo gli inviano? Sarebbe oltremodo scortese – e qui lo sguardo cadde malizioso sul cugino – ché offenderebbe il lignaggio al quale egli appartiene».

Pharazon, preso congedo dalla bionda fanciulla, le rivolse un inchino beffardo e si allontanò percorrendo sentieri a lui solo noti; rimasta finalmente sola, Miriel poté ancora udire, in lontananza, riecheggiare una sciocca poesiola, le cui parole suonavano irriverenti nei suoi confronti.

«Rosa diletta,
donde vai sola, soletta?
Un inganno è la beltà
Corromperà la tua volontà»


Suggerimenti di lettura:

Storia di Miriel – Tessitore di tenebra…
Storia di Miriel – Questioni di famiglia
Ritratti – Miriel ed Erfea…e un nuovo racconto

22 pensieri riguardo “Storia di Miriel – Un’amicizia pericolosa

    1. hai ragione, ho provveduto ad eliminarle, perché costituivano delle vecchie indicazioni ormai superate. Concordo anche sulla definizione di Pharazon…si vede già da questo episodio che sarebbe diventato un personaggio pericoloso e infido…

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  1. Chissà se questa storia ha ispirato il personaggio cinematografico di Commodo nel Gladiatore, assomiglia molto a Pharazon!
    Personalmente Miriel non mi fa impazzire come personaggio, l’ho trovata totalmente rassegnata al suo destino anche nel Silmarillion

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    1. Beh, in effetti ci sono delle somiglianze notevoli tra Commodo e Pharazon: entrambi sono figli viziati e capricciosi, tanto per iniziare…ed entrambi fanno una brutta fine.
      Quanto a Miriel…è un personaggio che subisce diverse evoluzioni: se leggi le parti precedenti di questo racconto, per esempio, ti rendi conto di come riesca a tenere testa a suo padre Palantir. E non dimentichiamo che, durante il colpo di Stato che pose fine al suo breve regno, fu lei a salvare la vita ad Erfea. Più che rassegnata, si potrebbe dire che si tratta di un personaggio incapace di tenere una chiara linea di condotta, forse volubile…D’altro canto non si può negare che sulle sue spalle ricadesse un peso enorme: cercare di tenere unito un paese nel bel mezzo di una guerra civile non è semplice da gestire.

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      1. Eowyn, tuttavia, era la figlia di un popolo guerriero e quindi aveva convertito la sua disperazione in rabbia e furia agonistica se così si può dire. Miriel, invece, era l’esito di una società raffinata, ma allo stesso tempo decadente, come quella degli ultimi anni di Numenor: fu raggirata non solo da suo cugino Pharazon, ma anche dai suoi oscuri consiglieri…si tratta di un episodio sul quale prima o poi mi soffermerò…

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  2. Ho trovato Pharazon molto viscido in questa parte del racconto! Per quanto riguarda Miriel, concordo con quanto hai detto qui sopra a Federico. Più che una donna sottomessa, la vedo come una vittima della situazione: quali che fossero i suoi difetti e i suoi limiti, è vissuta in un periodo piuttosto difficile, in cui Numenor era prossima alla decadenza. Quindi penso che a un certo punto sia rimasta completamente sola – o comunque si sia sentita tale – e non abbia avuto molte possibilità di opporsi a Pharazon…

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    1. Pharazon era estremamente viscido! Quando ho scritto questa parte del racconto, per una di quelle associazioni “istintive” che a volte ti portano a collegare un viso ad un’altra persona, mi è venuto in mente l’attore che interpreta il ruolo del Dottor Crane (alias Spaventapasseri) nel film Batman: Begins e ho pensato che avrebbe potuto essere un Pharazon perfetto!

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