When i was younger…il Signore degli Anelli e Tolkien nel vecchio millennio

Care lettrici, cari lettori,
quest’oggi l’articolo mi è stato ispirato dal bellissimo pezzo scritto in questa settimana da Federico Aviano sul Signore degli Anelli (potrete leggerlo o rileggerlo qui: https://imlestar.com/2020/11/16/tolkien-il-piu-grande-scrittore-di-tutti-i-tempi/), nel quale l’autore osserva come Tolkien non abbia goduto di particolare fortuna fino ad anni recenti. Rileggendolo mi sono ritornati in mente alcuni ricordi della mia adolescenza, quando ero giovane, come riporta il titolo di questo articolo, che è lo stesso di una bellissima canzone dei Lighthouse Family che mi ha più volte ispirato nella stesura dei miei racconti (ebbene, finalmente sono riuscito a tornare anche su questa rubrica del mio blog! Grazie ad Almerighi per la sua pazienza!)

Dunque, questa storia inizia nel 199…ehm ok, diciamo nell’ultimo decennio del vecchio millennio! Non si chiede l’età a un autore…

Scherzi a parte, come dicevo, questa vicenda iniziò in un Liceo classico di provincia: frequentavo la quarta ginnasiale e la professoressa di italiano ci affidò, come prova di valutazione iniziale, un tema con la seguente traccia: «Descrivi un romanzo che ti è piaciuto particolarmente». Insomma, non ricordo esattamente le parole, però più o meno questo era l’intento: capire quali fossero i nostri gusti letterari.

Inutile a dirlo, come credo avrete capito, scrissi 12 colonne…sul Signore degli Anelli. Cosa c’è di strano, mi chiederete? Ebbene, all’epoca, prima dell’uscita della trilogia cinematografica di Jackson, Tolkien non era esattamente un autore popolare. Oggi sono pochi gli adulti che non sappiano – almeno vagamente – associare il suo nome al romanzo del Signore degli Anelli; probabilmente, inoltre, non avranno difficoltà a snocciolare almeno qualche nome tolkieniano. Frodo, Sauron, Aragorn sono personaggi, fra gli altri, ormai entrati di diritto nella cultura popolare mondiale. Per avere un’idea della loro popolarità attuale, basta sfogliare Facebook per notare quanti meme sono stati ispirati a scene divenute ormai iconiche della trilogia di Jackson: tanto per citarne un paio, quella in cui Gandalf blocca il Balrog sul ponte di Khazad-Dum (ricordate il celebre: «Tu non puoi passare!»?), oppure quella in cui Boromir osserva che «non è facile entrare a Mordor». E ce ne sono moltissime altre, naturalmente. (Se desideri approfondire l’argomento, ti suggerisco la lettura di questo mio articolo: Sedici anni dopo: cosa resta della trilogia di P. Jackson. Analisi di un fenomeno culturale controverso).

All’epoca, invece, Tolkien era un autore ancora poco conosciuto nella realtà provinciale: nella mia classe, composta allora da 28 alunni, eravamo solo in due a conoscerlo, io e (ovviamente) il mio migliore amico, al quale, nell’estate fra terza media e quarta ginnasiale, avevo fatto divorare l’intera mia biblioteca tolkieniana…oltre, naturalmente, a prestargli la mia VHS del film d’animazione del Signore degli Anelli diretto da Ralph Bakshi, al quale Lettrice ha dedicato un bellissimo articolo (potrete leggerlo qui: https://wordpress.com/read/feeds/78861705/posts/2422640572) e dal quale è tratta la copertina di questo articolo.

Qualche giorno dopo, la professoressa ci riconsegnò i compiti. Arrivata al mio turno, mi guardò con un’aria di stupore e disprezzo allo stesso tempo e definì il mio elaborato mediocre: 5. Al di là della votazione non proprio esaltante, la cosa che più mi fa sorridere, a distanza di tanti anni (ahia! ci risiamo sull’età…) è che il suo primo commento fu questo: «Non ho mai sentito parlare di questo Tolkien. Ho dovuto chiedere alla collega di inglese per avere un’idea più precisa di questo autore. Chi sarebbero poi questi Hobbit? E questo Erodo (sì, non ho sbagliato a scrivere, era convinta che questo fosse il nome di Frodo!) chi sarebbe? E così via…

Naturalmente, come potete immaginare, ci rimasi molto male, anche perché questi commenti mi erano stati mossi davanti a tutta la classe. La tiritera andò avanti ancora un po’, insistendo sul fatto che si aspettava da me un elaborato su Calvino…che prima degli autori stranieri, avremmo dovuto conoscere quelli nostrani e così via…Potete immaginarvi la scena, non sto a dilungarmi ulteriormente su questa immagine penosa.

Io, però, non mi arresi e qualche mese più tardi ebbi ancora modo di tornare sul mio autore preferito, ancora una volta entrando in conflitto con la stessa professoressa. La lezione di quel giorno era incentrata sull’epica e, più precisamente, sui miti fondatori dell’universo. Si parlava del potere fondante della parola, della Bibbia, dei miti greci, ecc…quand’ecco che la suddetta professoressa domandò alla classe se conosceva strumenti altrettanto potenti nel dare vita all’universo. Ovviamente io alzai la mano e risposi: «Il potere della musica nei miti tolkieniani!»…

Gelo in classe…

…e, naturalmente, altra lunga tiritera sul fatto che i miti classici non possono essere paragonati alle fantasie di uno sconosciuto autore straniero (e dagli!) e che avevo evidentemente troppo fantasia per elaborare simili teorie senza alcun senso. A distanza di anni, mi vien da sorridere perché mi rendo conto molto bene di quanto lei fosse in difficoltà di fronte a tutta la classe…anche perché – credetemi sulla parola – io replicavo punto per punto, sperando, nella mia ingenuità, di farle cambiare idea. Piccola precisazione che forse può aiutarvi a comprendere meglio il clima che si respirava in quegli anni: in un’antologia in uso presso un’altra sezione, Tolkien era citato nel capitolo dedicato alla…«paraletteratura», insieme ai fumetti e a libri-games! Ecco, l’idea stessa che esista una paraletteratura mi fa rabbrividire ancora oggi…

Alla lunga, comunque, capii che con il dialogo non avrei ottenuto nulla: d’altra parte si trattava della stessa professoressa che, pur messa dinanzi a una serie di enciclopedie che il sottoscritto le aveva gentilmente mostrato, restò convinta che i mammiferi fossero comparsi solamente dopo l’estinzione dei dinosauri…ma di questo, magari, parlerò in una prossima occasione…

Dicevo, ero ormai arrivato a un punto morto e mi sentivo – come potrete immaginare – anche piuttosto scoraggiato: fu allora che decisi che – se non potevo convincerla a parole – l’avrei «obbligata», per così dire, a riconoscere la bontà dell’epica tolkieniana con un piccolo stratagemma.

L’occasione mi si presentò a fine maggio: ultimo compito in classe di italiano, fra le varie tracce che erano state approntate, compariva anche questa: «Scrivi un componimento ispirato ai miti che hai studiato quest’anno». Anche in questo caso, naturalmente, le parole non sono precisissime, comunque il senso è quello che vi ho descritto.

Sorrisi: finalmente la mia occasione di vendicarmi era a portata di mano (anzi di penna)…

…e così scrissi, di getto, altre 9 colonne (lo so, ero uno scrittore prolifico già allora!) nelle quali riportai – fedelmente, per quanto la mia memoria lo permettesse – una parte decisiva del Signore degli Anelli, ossia la Battaglia dei Campi del Pelennor!!! Ebbi però l’accortezza – e qui risiedette la mia astuzia – di cambiare i nomi dei personaggi: niente nomi tolkieniani – o vagamente nordici – ma solamente nomi ispirati alla mitologia greca e romana. Ricordo, ancora, con soddisfazione, come descrissi il duello tra la mia Eowyn greco-romana (della quale, perdonatemi, ma non ricordo più con certezza lo pseudonimo che le affidai per quell’occasione…credo che fosse Diana) e il malvagio Signore dei Morti…alias, naturalmente il Capitano dei Nazgul!

Risultato?

9 e mezzo, lettura del componimento davanti alla classe e, come avrebbe detto Fantozzi, «92 minuti di applausi!»

(e tenete anche conto che, a differenza di quanto avviene oggi, all’epoca un nove e mezzo era un risultato assolutamente fuori dalla norma)

Ritornai a casa triofante, non tanto (o comunque, non solo) per il voto in sé, ma perché avevo dimostrato come, solo cambiando i nomi dei suoi personaggi, avevo reso giustizia a Tolkien e alle sue opere.

Il re, invece, era nudo.

Car* lett* grazie per aver letto questo ricordo di adolescenza, spero di averti fatto divertire (e perché no? anche riflettere)!

25 pensieri riguardo “When i was younger…il Signore degli Anelli e Tolkien nel vecchio millennio

  1. Ciao Domenico,
    Intanto grazie per avermi citato e ti ringrazio anche per avermi fatto divertire! A differenza tua, ho avuto una stupenda professoressa di Italiano, che apprezzava Tolkien e le dispiaceva che fosse praticamente assente nei programmi di istruzione italiani. Ovviamente confermo questo mi dispiacere, ma non mi stupisco: in Italia siamo molto indietro su tante cose e l’istruzione non fa eccezioni. Ci sono miti, false credenze e resistenze immotivate alla novità. Fosti molto coraggioso a combattere una guerra per Tolkien. Oggi è facile, ma allora, come hai raccontato, deve essere stato particolarmente difficile.
    Per concludere, credo che ancora oggi Tolkien non sia particolarmente apprezzato come autore, in generale. Tutti lo conoscono, è vero, ma in quanti lo hanno letto davvero?

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    1. Hai ragione Federico, certamente oggi la conoscenza di Tolkien e delle sue opere è in molti casi superficiale e filtrata spesso attraverso la trilogia cinematografica…tuttavia, posso assicurarti che è già qualcosa rispetto all’assoluta (o quasi) ignoranza che se ne aveva prima, quando Tolkien era un autore di nicchia (come tutto il fantasy, etichettato come robetta per adolescenti con la testa fra le nuvole). Sono contento che la tua professoressa abbia avuto un altro atteggiamento, per fortuna ci sono anche insegnanti come la tua che si pongono in maniera diversa nei confronti della Terra di Mezzo e del suo creatore…

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  2. Ciao Domenico,
    La tua storia è incredibile, sono affascinato da questo tipo di momenti bizzarri in cui l’universo ci mette alla prova a modo suo.
    E in quello che dici, che prova seguita da umiliazione davanti ai tuoi compagni di classe.
    Ti sei lasciato andare, hai espresso la tua passione e l’insegnante ha mancato completamente il punto per mancanza di apertura …
    Quanto amo la tua bella vendetta, e con che magnifico trucco …
    Tolkien può essere orgoglioso di te.
    Sono felice per te, perché rendi la tua passione un luogo di condivisione e di passaggio unico pieno di vita e di ricchezza.
    Ben fatto, non dovresti mai perdere di vista i tuoi sogni
    buona serata
    Corinne
    Merci google traduction

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  3. perdona l’ignoranza, chi è questo re nudo?
    La tua storia mi ha ricordato la mia maestra di italiano che mi fece fare un tema sulla fiera di primavera e parlai poco della nostra bancarella, ma parlai molto delle bancarelle altrui perché piene di giocattoli di dinosauri di cui andavo matto, ovviamente si incazzò e nn potei vendicarmi, ma la fece il karma per me.
    A me dispiace molto che Tolkien sia così poco considerato nelle scuole, dovrebbe essere più approfondito (ora nn so com’è la situazione), cmq complimenti per lo stratagemma da te fatto.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti, è una storia alla quale non pensavo da tempo, poi ho letto l’articolo di Federico e mi è tornata in mente. Quando ho scritto che «il re è nudo», alludevo al fatto di aver sconfitto la prof. con le sue stesse armi, cioè usando la mitologia classica a suo svantaggio, costringendola, per così dire, a riconoscere che la sua idiosincrasia nei confronti di Tolkien nasceva solo dalla sua ignoranza e dal suo disprezzo per ciò che non era italiano e non dal suo stile e dai temi delle sue opere, ai quali fu sufficiente apporre una «patina» di classicità per renderli interessanti ai suoi occhi.
      Purtroppo a volte capita di interagire con personaggi simili…l’importante è andare avanti, cercando, laddove possibile, di difendere le nostre idee.

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  4. Grazie per questa testimonianza! Ho trovato la tua storia molto curiosa. Le mie prime esperienze con Tolkien (sempre negli anni 90) sono state molto diverse. Per anni ero convinta che ero l’unica di aver letto “Il Signore degli anelli” – nessuno nella mia famiglia o tra gli amici si interessava di questo genere di letteratura, lasciamo stare i professori di scuola. Mi ricordo molto bene che una volta c’era un articolo in un quotidiano che parlava dei tolkienisti, giocatori di ruolo che ambientavano i loro giochi nella Terra di Mezzo, “correndo per i parchi con le spade di cartone”. Ero incuriosita e allo stesso tempo – molto delusa: ci sono delle persone lì nel mondo che leggono Tolkien (la parte interessante), ma le stesse persone partecipano nei giochi bizzarri (la parte che non riuscivo a comprendere né condividere, in quanto i giochi di ruolo non mi hanno mai interessata). Solo all’università ho finalmente incontrato delle persone reali con cui potevo parlare di Tolkien e delle sue opere. Poi è uscito il primo film di Peter Jackson e il mondo è cambiato. Ma negli anni 90, prima della diffusione dell’internet, era molto più difficile, almeno per me, trovare con chi condividere questa avventura che è la Terra di Mezzo.

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    1. Sono pienamente d’accordo, grazie per aver commentato e condiviso la tua esperienza! Purtroppo è vero, prima del nuovo millennio era difficile condividere la passione con Tolkien con altre persone…per fortuna Internet, da questo punto di vista, ha reso i contatti più facili tra persone con gli stessi interessi ma che vivono distanti fra loro.

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  5. Stavo per dire qualcosa circa il nazionalismo becero di questa prof (adoro Calvino, ma mi ha dato un nervoso leggere che lei si aspettava che scrivessi di lui, quando il tema era a soggetto libero, nell’ambito della letteratura), ma poi hai citato le sue lacune anche in fatto di teoria dell’evoluzione di base (ovvero, quella che si spiega nelle scuole superiori stesse) e quindi direi che si trattava di pura e semplice ignoranza. Della serie, come ti permetti di parlarmi di qualcosa che io non conosco?

    In ogni caso, credo che questa tua storia sia di grande ispirazione.

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    1. Sì, credo che la prof. fosse arrogante di natura e non tollerasse che qualcuno (tanto più uno studente) provasse ad andare contro il suo volere. Diciamo che la sua metodologia di insegnamento si basava molto sull’«ipse dixit»…ossia su quanto sosteneva lei stessa. Grazie per aver apprezzato la mia storia, alla prossima!

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