From Numenor to Middle-earth: welcome, readers of “Il Ciclo del Marinaio”!

I open this blog to write, discuss and learn stories, songs and tales inspired by the Second Age of Middle-earth, as it was conceived and described by the English writer J.R.R. Tolkien. Some useful advice for reading: if you are interested in discovering the genesis of my novel, «Il Ciclo del Marinaio», I suggest you read these two articles: In principio era…Othello, ovvero come nacque il Ciclo del Marinaio and …e arrivò il Marinaio! Corto Maltese, Aldarion ed Erfea.
If, on the other hand, you prefer to read the various stories straight away, you can browse the categories that refer to the various stories, starting from the topmost article in the chronology and ending with the most recent one. To help you in reading these tales and to facilitate the understanding of notable names and events, I suggest you read these articles: Cronologia della vita di Erfea e dei racconti del Ciclo del Marinaio and Dizionario dei personaggi de «Il Ciclo del Marinaio».
Finally, if you want to appreciate other images like the one highlighted in this article, I invite you to take a look at the “Illustrations” category.
To learn more about aspects related to Tolkien’s thought and works, you can read the articles in the category «Characters, places and stories of Tolkien’s works»; if you enjoyed the film versions of “The Hobbit” and “Lord of the Rings”, I suggest you read the articles included in the “Seventh Art” section.
I remain at your disposal for any information and I wish you good reading!

La Battaglia della Dagorlad – La profezia di Oropher si compie

Care lettrici, cari lettori,
quest’oggi voglio accompagnarvi all’epilogo del «Racconto del Marinaio e della Grande Battaglia», che si concluderà con la vittoria dell’Alleanza e la caduta dei Cancelli Neri. La conclusione di questa battaglia era stata già, in verità, preannunciata dal morente re Oropher (potete rileggere qui la sua profezia), per cui i lettori più attenti potrebbero aver già colto quello che si dice uno «spoiler». Per gli altri, mi auguro che la conclusione possa essere di loro gusto. Un’ultima precisazione: questa battaglia avrebbe certamente richiesto una trattazione più lunga, tuttavia devo invitarvi a considerare che il narratore interno della vicenda – vale a dire Erfea – partecipando direttamente allo scontro dovette interrogare molti alleati e nemici prima di avere un quadro preciso di quanto era accaduto e, per questa ragione, il suo resoconto finale può sembrare più «asciutto» rispetto a una narrazione più approfondita ma – inevitabilmente – meno capace di raccontare una vicenda così grande e articolata.

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

L’immagine in copertina è di Mikel Janin, «Battle of Azanulbizar»

«Il panico si impadronì allora della creature della Tenebra ed esse fuggirono dinanzi agli Ent o furono travolti dall’impeto delle loro forti braccia: Troll, Orchi o mastini che fossero, gli schiavi di Mordor furono sbaragliati e le schiere di Gil-Galad e di Elendil liberate dal mortale laccio che il Re Stregone aveva posto loro intorno; eppure, all’ala destra, le armate di Mordor, rinforzate dai cavalieri di Uvatha, tenevano ancora testa ai soldati di Isildur e di Glorfindel, sicché questi erano ormai prossimi a cedere, né avrebbero potuto essere in alcun modo raggiunti dagli Ent o da altra truppe dell’Alleanza, ché il Re Stregone mosse contro di loro i veterani del suo esercito, i Numenoreani Neri che portavano impresse sul proprio corpo le cicatrici di mille battaglie vinte. Nuova speme sorse allora nel cuore degli schiavi della Terra Nera, ché essi si avvidero della potenza dei loro padroni e presero ad esultare, consapevoli che se avessero impedito ai vari reparti del nemico di unirsi nuovamente, la vittoria sarebbe stata raggiunta.

Improvviso, un rauco corno fu udito nella piana e gli sguardi di tutti furono attratti dalla visione di piccole figure che giungevano da levante; esultanti, i cavalieri del Nemico si approssimarono ad andare loro incontro, ché credevano essere costoro i mercenari che i re dell’oriente avevano inviato in soccorso. Grande fu perciò la meraviglia e lo stupore dell’intero esercito di Mordor, allorché costoro udirono riecheggiare un nome per loro oscuro: “Khevialath! Khevialath!”(1) e si avvidero che costoro non erano uomini ma nani. Silenzio cadde allora fra quanti erano presenti nel campo di battaglia, rotto dal possente canto di battaglia di Erfea e di Groin, ché essi compresero quali aiuti erano giunti loro in quell’ora sì oscura; nuova speme sorse allora negli animi dei soldati dell’Alleanza, ché essi si avvidero che nuovi soccorsi giungevano e riacquistarono le forze che le crudeli ore di combattimento avevano sottratto loro. Incredulità si dipinse invece sui biechi volti degli schiavi di Mordor, ché essi non comprendevano da quale luogo fossero giunti quei nani le cui insegne erano sconosciute pressoché a tutti, eccetto a quelli della stirpe di Bavòr (2), che sino a quel momento si erano tenuti in disparte.

Lesti, i guerrieri travolsero qualunque resistenza venisse loro opposta; finanche i cavalieri di Uvatha fuggirono in preda al panico, ché i Nani della Sesta e della Settima casata erano numerosi e bene armati, né era possibile incutere loro timore, ché erano armati di una temibile arma, quale mai i Variag del Khand e i popoli dell’Harad avevano mirato: una mazza lunga ottanta pollici che i Nani impugnavano con entrambe le mani, mirando ai garretti dei destrieri dei nemici, sicché questi cedettero e furono travolti dai pesanti stivali che i figli di Aule calzavano.

Il panico si impadronì allora di quanti servivano nelle file di Mordor ed essi presero a fuggire, mentre il Re Stregone ordinava alle schiere di Bavòr di proteggere la ritirata delle sue truppe sul suo fianco sinistro; vana si rivelò tuttavia tale mossa, ché i Nani dell’Oriente travolsero finanche quest’ultima resistenza e permisero alle schiere di Isildur e di Glorfindel di spezzare le linee nemiche e di riunirsi ai loro congiunti. Grande fu allora la rovina degli eserciti di Mordor, ché essi subirono gravissime perdite, sicché solo un decimo dei guerrieri che avevano fatto il loro baldanzoso ingresso dagli ampi Cancelli della Nera terra fece ritorno alla dimora di Sauron, abbandonando nelle mani dell’Alleanza una gran quantità di viveri e di strumenti bellici di ogni sorta».

Note:

  1. Khevialath era il nome che i nani avevano attribuito ad Erfea: nella loro favella significa «Il lungimirante».
  2. La stirpe di Bavòr combatteva sotto le insegne di Mordor.

Suggerimenti di lettura:

La Battaglia della Dagorlad – L’intervento di Uvatha e delle Grandi Aquile

La battaglia della Dagorlad – L’arrivo della cavalleria alleata

La Battaglia della Dagorlad – Morte di un eroe

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Il primo attacco ai Cancelli Neri

Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

 

La Battaglia della Dagorlad – L’intervento di Uvatha e delle Grandi Aquile

Care lettrici, cari lettori,
siamo ormai quasi giunti al termine di una lunga serie di articoli incentrati sulla narrazione della grande battaglia combattuta dinanzi ai Cancelli Neri di Mordor alla fine della Seconda Era. In questo brano leggerete delle geste di Uvatha il Cavaliere, uno dei Nove Nazgul, e dell’arrivo delle Grandi Aquile, il cui intervento fu salvifico per evitare la sconfitta delle truppe dell’Alleanza…

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«Gli Orchi e gli Uomini si adunarono ancora una volta e mossero all’attacco, spronati gli uni dalla malizia del loro Oscuro Signore, gli altri dalle fruste dei loro aguzzini; i Cancelli neri si aprirono e nuove schiere presero parte alla battaglia ed erano costoro i cavalieri di Uvatha, Nono tra coloro che accettarono gli anelli del potere degli uomini, colui che le sue schiere temevano sopra ogni altro capitano di Sauron, eccetto il Re Stregone in persona. Implacabile era infatti l’odio di Uvatha verso le schiere dell’Occidente e si narra che egli fosse il più abile cavaliere della Terra di Mezzo, superiore finanche a Glorfindel e ad Erfea; rapidi i suoi diecimila cavalieri caricarono, travolgendo nel loro impeto alleati ed avversari.
Le trombe soffiarono e gli scudi furono scossi, sicché parve che nuovamente la sorte arridesse ai servi di Mordor: ritto sul suo crudele destriero il Signore dei Nazgul rise oscenamente e le sue truppe ne condividevano la letizia; eppure, come qualche giorno prima aveva profetizzato Cirdan del Lindon, vi erano voleri che neppure il crudele artiglio dell’Oscuro Signore avrebbe potuto arrestare. Giunsero infatti le possenti aquile di Manwe e parve ai nemici che fosse in atto una grande stregoneria, quale si sussurrava compissero i Priminati nell’oscuro delle loro dimore, ché una vasta selva parve muovere contro di loro e l’aree fu pieno dei rauchi richiami che i pastori degli alberi, gli antichi Onodrim, si rivolgevano l’un l’altro».

Suggerimenti di lettura:

La battaglia della Dagorlad – L’arrivo della cavalleria alleata

La Battaglia della Dagorlad – Morte di un eroe

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Il primo attacco ai Cancelli Neri

Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

 

Elwen, the half-elf of Edhellond

Dear readers,
today I present the other female protagonist of my stories. Her name is Elwen, which in the language of the Elves means “maiden of the stars”.

Half-elf, daughter of an Elf Noldo and a Numenorean. She met Erfea when he took refuge in Edhellond, the city in which he lived, to escape from the servants of Pharazon. After entering into a romantic relationship with Erfea, Elwen was deceived by the elven sire of that city, Morwin, who seduced and married her, convincing her to choose the immortality of her species. After discovering Morwin’s deceptions and making peace with Erfea, Elwen chose to spend her life with him, divorcing her husband. The story tells that she did not arrive at the Sea where Erfea was waiting for her and her end is unknown to all, except Erfea himself, who only mentioned it to Celebrian. It appears in the following stories: The Sailor and the Half-elf; The Sailor and the Great Battle; Birth of a cold star; The Infamous Oath.

Which of the following publications that portrays her do you like best?

Elwen, by Lidia de Simone
Elwen by Anna Francesca Schiraldi
Elwen, by Fabio Porfidia

To know more…

Ritratti – Elwen di Edhellond

Ritratti – Elwen

Elwen la Mezzelfa

Dizionario dei personaggi de «Il Ciclo del Marinaio»

I dubbi di una scelta difficile: Elwen, Morwin ed Erfea

Nascita di una stella fredda

Il nemico del mio nemico…è mio nemico

L’assedio di Edhellond

La battaglia della Dagorlad – L’arrivo della cavalleria alleata

Care lettrici, cari lettori,
riprendo in questo articolo la narrazione della grande battaglia combattuta alla fine della Seconda Era dinanzi ai Cancelli Neri di Mordor. Per recuperare gli altri episodi vi suggerisco di leggere i link che troverete in basso.

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«All’ala sinistra, Erfea ed Elrond opponevano una strenua resistenza alle armate di Adunaphel, nonostante avessero subito gravi perdite; tosto, tuttavia, essi furono raggiunti dalle truppe di Gondor e spezzarono le linee avversarie, caricando il fianco sinistro dello schieramento centrale dell’armata del Re Stregone; rapido, costui ordinò ai possenti troll di montagna e di caverna di avanzare ed essi, sbucati dalle luride tane nelle quali erano occultati alla luce del sole, si avventarono su soldati di Gondor che giungevano recando seco soccorsi e ne trucidarono le avanguardie. Invero, fu detto che mai giunse sì prossimo alla vittoria il Capitano Nero, ché non vi erano più rinforzi che i suoi avversari potessero gettare nella mischia ed egli aveva ancora numerose armate che, richiamate dalla fortezza di Barad-Dur e dal valico di Cirith Ungol, attendevano silenti – al di là del Nero Cancello – un suo ordine per avanzare contro le superstiti truppe dell’Occidente; eppure, egli non sapeva che tosto sarebbero giunti i cavalieri del Lindon e del Rhovanion a muovere battaglia alle orde di Mordor e invero grande fu la sorpresa nel suo animo allorché furono uditi corni echeggiare nella desertica piana ed apparvero cinquantamila destrieri sormontati da Elfi e Uomini spietati.

Le schiere che avevano circondato l’ala sinistra dello schieramento dell’Alleanza furono travolte e calpestate dagli zoccoli dei cavalli del vespro; atterrite dall’improvvisa apparizione della cavalleria dell’Alleanza, le schiere di Mordor ondeggiarono, indi fuggirono, consentendo alle schiere di Aldor e di Herìm, ché costoro erano infatti all’avanguardia, di raggiungere le armate di Elendil e Gil-Galad, trucidando gli Orchi e gli Esterling che tenevo imprigionati in una morsa crudele le schiere dell’Occidente. Rapidi allora, nonostante la mole massiccia che ne caratterizzava i mostruosi corpi, i troll si avventarono sui cavalieri, squarciando i cavalli e scagliando i loro miseri resti contro i fanti nemici; ivi caddero molti nobili condottieri dell’Alleanza, ed Herìm ed Edheldin perirono travolti dalle rozze clave che le creature di Mordor impugnavano».

Per saperne di più:

La Battaglia della Dagorlad

Morte di un eroe

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Un giuramento infranto.

La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

Miriel, the most beautiful of the Numenorean women

Miriel, Numenor Princess, the only daughter of Palantir and Silwen, mother of Varaneli, ascended the throne in the year 3255 of the Second Age. Note, in the speech of the Numenoreans, also with the name of Ar-Zimraphel. A woman of great beauty and acute intelligence, she entered into a tormented sentimental relationship with Erfea, interrupted by her painful choice to marry her cousin and usurper Pharazon to the throne. Miriel perished in the sinking of Numenor. It appears in the following stories: The Sailor and the Lord of Endore; The Sailor and the Princess; The Sailor and the White Tree; The Rose and the Harp; The infamous oath.

Which of the following images do you like best? Let me know in your comments!

Miriel, daughter of Palantir, by Anna Francesca Schiraldi
Miriel, daughter of Palantir, by Livia de Simone
Miriel, daughter of Palantir, by Fabio Porfidia
Miriel, daughter of Palantir, by Angelo Montanini
Miriel, daughter of Palantir, by Giulia Nasini

See also:

Una rosa nel vento – Miriel

La più bella delle Numenoreane. Miriel

Ritratto di una principessa

Miriel

Post-scriptum su Miriel

Erfea Morluin, male character of “Il Ciclo del Marinaio”

Twenty-fifth Prince of the Hyarrostar, one of the five historical regions of the kingdom of Numenor, son of Gilnar and Nimrilien. In the dwarven language he was also known as Khevialath, which means “the far-sighted”. A distant descendant of Atanalcar, the fourth and last son of Elros Tar-Minyatur, he is the male protagonist of «Il Ciclo del Marinaio». Paladin of great value, over the years he will forge a relationship with Miriel, princess and later queen of Numenor, which ended abruptly in the aftermath of the coup that led to the accession to the throne of Pharazon. Subsequently, exiled from Numenor because he disliked the new ruler, he settled in Middle-earth, in Edhellond, where he formed a relationship with Elwen, which ended when she married Morwin, the Lord of that City. Following the destruction of Numenor and the death of Miriel he settled in Osgiliath, as superintendent of the kingdom of Gondor. Although extremely old, he took part in the defense of the city from the assault of Sauron’s troops and in the subsequent counterattack that ended with the destruction of Mordor and the loss, by the Dark Lord, of the One Ring. Erfea died in the eighth year of the Third Era. It appears in all the stories.

erfea

Readings tips:

Ritratto di un principe

Erfea, o degli eroici imperfetti

Ritratti

Ritratti – Parte II

La Battaglia della Dagorlad – Morte di un eroe

Care lettrici, cari lettori,
proseguo in questo nuovo articolo la narrazione della Battaglia della Dagorlad, combattuta alla fine della Seconda Era. Nel precedente articolo (clicca qui), avete letto delle strategie messe in campo dal Re Stregone per contrastare l’avanzata delle truppe di Uomini ed Elfi e del soccorso portato dai Nani (Naugrim) alle schiere dell’Alleanza: in questo capitolo leggerete del prezzo pagato dai Popoli Liberi per portare a termine questa manovra e impedire alle truppe del Re Stregone di trionfare sul campo di battaglia.

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

«Indur, che sostava alla retroguardia con le sue legioni, si avvide del pericolo che le fresche ed esperte armate dei Popoli Liberi recavano seco, sicché il suo animo fu colmo di odio ed egli balzò in avanti, raggiungendo Naug Thalion nel bel mezzo della mischia; lesto come il serpente allorché addenta la sua sfortunata preda, il Nazgul colpì il prode signore dei nani al costato; la lama dello spettro andò in frantumi, ché invero gli usberghi in mithril forgiati nelle miniere di Moria erano impenetrabili e finanche le armi di uno dei Nove potevano ben poco contro di loro; l’anziano cuore del nano, tuttavia, non resse, ed egli si accasciò lentamente, stringendo nella sua morente mano l’arma che così tante vite aveva mietuto sin dal giorno in cui l’aveva ereditata dal padre.

Rise Indur, eppure la sua letizia si tramutò tosto in terrore, ché si avvide della rovina che i suoi fanti avevano subito per mano delle schiere di Gondor, sicché lesto fuggì nella tenebra, portandosi ove ancora i servi di Mordor resistevano».

Consigli di lettura:

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

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Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

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Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi

La Battaglia della Dagorlad – La strategia del Re Stregone

Care lettrici, cari lettori,
nel ringraziarvi per seguirmi con tanto entusiasmo (sfiorate ormai i 200 followers!), riprendo in questo appuntamento settimanale la narrazione della battaglia combattuta dall’Ultima Alleanza contro gli eserciti di Sauron. In questo brano avrete modo di scoprire la letale strategia portata avanti dal Re Stregone, il comandante di tutte le truppe dell’Oscuro Signore, in grado di mettere seriamente in difficoltà le armate dell’Alleanza…

Buona lettura, aspetto i vostri commenti!

[l’immagine in copertina ritrae il Re Stregone (Er-Murazor), il Primo dei Nazgul, quando era ancora in vita, opera di Fabio Porfidia]

«Ignare di quanto sarebbe loro accaduto, le truppe dell’Alleanza marciarono a passo di carica, trucidando, durante la loro vittoriosa avanzata non pochi servi di Sauron; giunti che furono innanzi al Cancello, esse però subirono gravi perdite, ché in molti caddero trafitti dalle velenose frecce che arcieri invisibili ai loro occhi scagliavano dalle mura della fortezza; resosi conto di quanto accadeva, Gil-Galad ed Elendil diedero l’ordine immediato di retrocedere e, nel contempo, mandarono rapidi messaggeri affinché le ali muovessero all’attacco per coprire la loro ritirata: sorrise allora il Capitano degli eserciti di Mordor, ché si avvide essere le schiere dell’alleanza giunte ove non vi era protezione né da parte della retroguardia, né delle ali, sicché impartì l’ordine di attaccarli e di circondarli, di modo che i suoi nemici fossero costretti a difendersi piuttosto che ad attaccare: rapide, le legioni di orchi si disposero ai loro fianchi e alla loro spalle, finché le schiere di Elendil e di Gil-Galad non furono circondate ed esse dovettero contrastare i crudeli fanti haradrim e i possenti troll.

Cavalcalupi furono inviati presso Adunaphel ed Akhorahil ed entrambi gli Ulairi presero ad avanzare, nel tentativo di bloccare, o quantomeno ritardare, l’avanzata delle ali dell’Alleanza: invero abile si rivelò tale strategia, ché né Erfea o Elrond, né Isildur o Glorfindel poterono portare soccorso alle armate dei loro congiunti ed essi furono intrappolati tra l’incudine ed il martello, ché alcune schiere fra quanto servivano l’Occhio, resesi conto dell’esigua consistenza delle armate avversarie alle ali, presero ad avanzare impedendo loro di ricongiungersi finanche alla retroguardia e costringendo i Signori delle liberi genti ad opporre una eroica resistenza; lieti erano i malvagi cuori dei Nazgul, ché ogni cosa sembrava procedere secondo le loro aspettative, eppure costoro non mostravano di tener conto delle armate di Gondor che sostavano alla retroguardia, né delle schiere dei Naugrim e dei Silvani: costoro, infatti, avvedutosi che le armate dei popoli dell’ovest erano in palese difficoltà, lanciarono possenti grida di battaglia e si lanciarono all’attacco, travolgendo nel loro impeto ogni resistenza, che inutilmente i servi di Mordor tentavano di opporre loro; simile a Durin I allorché il mondo era giovane e le sale di Khazad-Dum gloriose, tale era il sembiante di Bòr e le schiere dei nemici arretrarono dinanzi alla sua furia, sicché i Naugrim riuscirono ad aprirsi un varco tra le file degli orchi e a raggiungere Elendil e Gil-Galad che ancora resistevano».

Suggerimenti di lettura:

La Battaglia della Dagorlad – Una vittoria apparente…

La battaglia della Dagorlad – La carica dei Mumakil

La prima fase della battaglia della Dagorlad

Il discorso di incitamento di Gil-Galad ai soldati dell’Ultima Alleanza

La Battaglia della Dagorlad – Il catalogo delle forze alleate e nemiche

La Battaglia della Dagorlad – L’arrivo degli Ent

I piani di battaglia per la Dagorlad

Dwar a colloquio con i Signori dell’Ovest

Il coraggio di Morwin e la morte di Oropher e Amdir

Il primo attacco ai Cancelli Neri

Un giuramento infranto. La follia di Amdir e Oropher

Un’alleanza difficile

Gil-Galad, l’Alto re degli Elfi